(Dusktone) I Woewarden hanno sempre riservato una particolare attenzione allo stile depressive e, anche quando la band australiana si faceva chiamare Cancer, non ha esitato a mantenere questo stile nel proprio black metal. “The Roots Of My Neglect” è un monumento alla decadenza, che spesso gioca sulla velocità e sugli intermezzi evocativi, arricchiti da melodie maestose e fosche. In questo quadro entrano anche momenti quasi post black metal, che si dilatano lungo il corso dei brani, avvolgendo l’ascoltatore in un universo antico, percorso da venti ostili e minacce ignote. John Pescod si mette in mostra al microfono con un buon scream e l’uso di urla strazianti, che spesso sottolineano e, in certi casi, determinano letteralmente i passaggi più estremamente decadenti e depressive. Bravo nelle fasi lente quanto in quelle veloci, con un uso della voce in stile Dani dei Cradle Of Filth e dunque capace di misurarsi con più registri, Pescod mette il proprio marchio su “The Roots Of My Neglect”. In poco meno di cinquanta minuti gli australiani danno vita a una serie di brani che stuzzica gli appassionati sia del genere atmospheric sia della sua variante depressive, rievocando anche atmosfere care ai primi Emperor. L’album è scarsamente brioso, ma ricco di lunghi e incisivi momenti struggenti e malinconici.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10