(Autoprodotto) Da Kristiansand, in Norvegia, debutta questa nuova prog rock band sperimentale con un vocalist semplicemente superlativo… tanto che è impossibile non paragonarlo al grande Einar Solberg! E, certo, i Leprous influenzano pesantemente questo quartetto, ma le venature atmosferiche, le progressioni ritmiche e quel drumming prepotente ritagliano un ambito tutto identificativo per i Crystal Horizon, e EP la tematica centrale questo loro disco sembra essere il sogno, quello realizzato… ma soprattutto quello infranto dagli eventi, da un mondo che sembra non progredire, non andare avanti, quasi paralizzato in un circolo vizioso autodistruttivo. Quel feeling a-là Leprous esplode con la bellissima “Fate”, mentre cresce dinamicamente la componente prog sulla ritmica piacevolmente irregolare di ”Stuck”. Provocante e dalle molteplici scie sonore “Flashbacks”, mentre si rivela un piccolo capolavoro “All My Dreams”, con quel sound elettronico in contrapposizione a una potenza sonora micidiale, coronata da una performance monumentale del vocalist Bjørnar Skatter Kolbjørnsrud. In chiusura emerge un senso di disperazione e oscurità con “Where You End”, tenebre che comunque vengono illuminate trionfalmente dall’energia melodica della band, nel brano forse più influenzato da componenti metal. I Crystal Horizon suonano con intensità, cercano di esplorare confini ritmici ed armonici, dando vita a brani potenti, innovativamente progressivi, accattivanti, tuttavia sempre molto atmosferici e melodici; e questo loro primo capitolo, questi cinque brani, catturano, ipnotizzano, trascinano dentro una dimensione sonora semplicemente irresistibile.

(Luca Zakk) Voto: 9/10