(Arising Empire) Titolo del disco, e pure dei brani, rigorosamente in minuscolo per i metalcorer tedeschi Defocus, quasi ad enfatizzare la decadenza che parte dal moniker e si diffonde con rabbia e violenza su tutti brani. È il loro secondo album, una band formatasi alla vigilia della dittatura del lockdown, e che all’epoca -pure a distanza- ha dato vita all’album debutto che diede loro la possibilità, non appena le porte furono riaperte, di darci dentro con una intensa attività live, passando pure per l’Euroblast Festival a Colonia, al Summer Breeze Open Air e il Fajtfest in Repubblica Ceca. Capaci di un sound che spazia dalla furia mostruosa ai breakdown a-là grindcore (“crooked mind” è un bellissimo esempio), passando per decadenze dark wave e digitali che permettono loro di essere introspettivi, malinconici e ricchi di poesia (come il bellissimo singolo “don’t let it hurt me” conferma), i Defocus non si limitano a sfuriate gratuite e alle solite divagazioni che trasmettono tristezza: no, loro ci mettono grinta, ci mettono passione, ci mettono un’energia sincera la quale si percepisce in ogni singolo riff dei loro brani. Isterica e graffiante “let the bond be my grave”, irrequieta “biased”, ricca di idee l’oscura ed iper elettronica “watch me bleed”. Darkwave, techno e tendenze goth si mescolano nell’inquietante ”consumed by you”, l’hip hop contamina in maniera esaltante il sound malato di “hybrid anthem”, mentre “flatlines” nonostante la tecnica di fondo, sembra pensata per scatenare un autentico inferno tra il pubblico durante un concerto. Meno violenta, più intima, pulsante e nuovamente malinconica la bellissima title track posta in chiusura. Band con un obiettivo ben chiaro, un obiettivo che i ragazzi stanno raggiungendo, anche grazie alla loro devozione verso una qualità di altissimo livello, la quale viene percepita in ogni aspetto, dalla loro immagine alla copertina, passando per registrazione e produzione, arrivando fino ai video clip dei loro singoli. Il loro secondo album altro non fa che confermare i traguardi già raggiunti, come la vasta fan base che li supporta, un fan base destinata a crescere esponenzialmente.

(Luca Zakk) Voto: 8/10