(Unorthodox Emanations) Secondo album per i varesotti Devoid Of Thought, a distanza di cinque anni dal convincente debutto “Outer World Graves”; l’approccio della formazione lombarda è piuttosto particolare: punta solo in parte su velocità e aggressività, inserendo spesso partiture maggiormente dilatate, cosmiche e psichedeliche, e tessendo atmosfere inquietanti che creano una sensazione di vuoto e disagio sin dall’opener “Panspermic Bio-Drone”, aperta da una voce inquietante e distorta che precede un riff cupo e lento in puro stile Incantation, stemperato in un lungo intermezzo psichedelico e onirico dal forte sapore pinkfloydiano. Non mancano comunque le parti maggiormente estreme, come “Putrescent Mireborn”, mazzata di technical death metal a 220 bpm che travolge l’ascoltatore come un treno, mentre “Oblivionauts” mescola sapientemente atmosfere horror e sfuriate strumentali, con tanto di assolo di chitarra velocissimo e isterico e dissonanze molto vicine al black metal. La conclusiva e lunga “Entheogenic Ritual” parte anch’essa furiosa e arrembante per stemperarsi poi in partiture più lente, sulfuree e tipicamente doom, con il basso caldo e penetrante e la batteria che si produce in tempi particolari e articolati. Un disco ricco di sfumature, che va ascoltato in cuffia più volte per cogliere appieno le atmosfere lugubri e inquietanti che emana.

(Matteo Piotto) Voto: 8/10