(Battlesk’RS Productions) Ho un debole per il black metal francese, un sottogenere del metal che si differenzia spesso in maniera marcata, insieme a quello greco, rispetto alla versione scandinava e statunitense. Trovo infatti questi generi molto più epici e teatrali, sia a livello vocale sia musicale, con maggiori influenze doom e conseguenti rallentamenti in entrambe le scuole stilistiche; la differenza è che il black francese ha spesso linee vocali particolari, inquietanti e isteriche, senza per questo imitare Popeye, cosa che accade spesso nel black norvegese. Sono quindi rapito dal sound dei Malkhebre, storica formazione proveniente da Tolosa e facente parte, insieme a Darvulia, Malekhamoves e Sektarism, della confraternita ‘Les Apôtres de l’Ignominie’, una sorta di Inner Circle in salsa transalpina. I brani qui proposti grondano solennità, spiritualità e una profondità innata, magari a leggero discapito della brutalità, che comunque non manca, come si può sentire su “Falling To Rise”, uno dei brani che meglio raccoglie l’intera essenza della band francese, con un bilanciamento perfetto tra momenti efferati, contornati da sfuriate di chitarra e blast beat, e altri epici, rituali e profondi, sorretti da riff potenti, vicini al doom, particolarmente presenti su “To Those Who Forged Us”, brano già apparso come title track del loro precedente EP. Un album profondo, spirituale, evocativo eppure brutale, pur senza indulgere affatto in sonorità estreme.
(Matteo Piotto) Voto: 9/10




