(Prophecy Productions) Intensi, misteriosi, tanto eterei quanto impattanti. È il terzo album degli olandesi Dool, tra il rock e il metal, tra il post e il prog, tra il rock e una dimensione onirica della sfera musicale, dell’approccio lirico. Come ci influenza il cambiamento, ovvero il cambiamento di ciò che ci circonda, di ciò che succede nel mondo che ci circonda, degli stimoli, dei fattori destabilizzanti e annichilenti. Come sopravvivere in un mondo così aggressivo in materia di stimoli? Ed è qui che nasce il titolo, che si materializza quella forma fluida, quel paragone con l’acqua che scorre libera, superando gli ostacoli, aggirandoli, conquistando inesorabilmente ogni deviazione, vincendo, superando, affermandosi con forza e determinazione: solo una fluidità psico fisica ci può permettere di navigare attraverso questo sconfinato mare di opportunità, di dubbi, di incertezze. Un assalto -o un abbraccio- sonoro a base di rock e post rock, senza dimenticare l’atmosferico, il doom, il metal stesso… senza limiti, senza confini, con un tocco di magia e innata sensibilità artistica. Sferzante e tagliente “Venus in Flames”, ribelle “Self-Dissect”, immensa la title track. Ci si avvicina ad un mondo proveniente da un altra dimensione con la favolosa e strumentale “Currents”, il post metal domina “Evil in You”, mentre il livello introspettivo si intensifica con “House of a Thousand Dreams”. Seducente e destabilizzante “Hermagorgon”, oscura, malinconica ed doomy “Hymn for a Memory Lost”, prima della conclusiva imprevedibile e progressiva “The Hand of Creation”. Un album intimo, infinitamente introspettivo; sempre stimolante ma anche ipnotico, sempre provocante e dissoluto, ma anche molto ragionato e cinico. Attraverso cambi di identità forzati dall’ambiente che ci circonda, un collage intelligente di storie vissute, di ricerche dell’IO, di quell’andare contro il trend, mettendosi contro tutto e tutti per proseguire lungo la propria strada e le proprie convinzioni, affermando con decisione delle teorie che tanto giuste o sbagliate quanto tutte le altre che contrastano, cercando di predominare. Ma siamo sicuri di volerle lasciare vincere?

(Luca Zakk) Voto: 9/10