(Terror From Hell Records) Esordio discografico per gli italiani Eternal Mourn con questo EP contenente tre brani, per un totale di poco più di venti minuti di musica, più che sufficienti per constatare di quale pasta sia fatta questa formazione proveniente dal Comasco. Il loro doom/death metal pesca a piene mani dalla scena inglese degli anni ’90, quella scena capeggiata dai soliti noti Paradise Lost, Anathema e My Dying Bride, ma anche, uscendo dalla terra d’Albione, da Katatonia e Cemetary, senza però limitarsi a copiarne le sonorità, anche se la loro influenza, peraltro dichiarata dalla band stessa, è innegabile. Gli Eternal Mourn sono infatti abili ad assorbire la lezione impartita da questi colossi per rielaborarla a modo loro, trovando il giusto bilanciamento tra il senso di desolazione, mestizia e malinconia e i momenti aggressivi che improvvisamente affiorano con la disperata furia di una bestia ferita, che però non rinuncia a sferrare poderose zampate. “Falling Tears” si sviluppa su un riff semplice ma estremamente efficace, ripetuto fino a circa metà brano, prima della decisa accelerazione che precede un nuovo e repentino rallentamento, tra malinconici arpeggi, chitarre ‘piangenti’ e voci pulite che fanno da contrappunto al dominante growl. “Embracing Tragedy” è, a mio avviso, il miglior brano dei tre qui proposti, a partire dall’iniziale riff oppressivo, lento fino allo sfinimento e carico di tristezza, squarciato da scariche brevi ma movimentate che si alternano fino a quando non è il basso a salire in cattedra, con un riff darkeggiante sospeso tra Moonspell e The Sisters Of Mercy. La conclusiva title track riesce a coinvolgere l’ascoltatore grazie a continui cambi di ritmo e atmosfera, a partire dalla solenne lentezza quasi marziale del riff portante, passando per i dolci arpeggi acustici e le voci pulite che per un attimo prendono il sopravvento, prima di venire schiacciate da una ritmica martellante e pesante in palm muting, che sfocia successivamente nel riff principale in fade out. Gli Eternal Mourn partono con il piede giusto, con tre pezzi convincenti, sulfurei, malinconici eppure dannatamente heavy! Attendo con entusiasmo il debutto sulla lunga distanza.
(Matteo Piotto) Voto: 8/10




