(Pulverized Records) Sono 17 anni che i Funebrarum non pubblicavano un nuovo album. “Beckoning the Void of Eternal Silence” è il terzo full length degli americani e resta ancorato a quel death metal oscuro e torbido, con sonorità che richiamano sia la costa est dell’Atlantico sia quella di casa propria, in fatto di richiami alla scuola del genere. Gli Incantation in particolare e qualche scorribanda alla Autopsy. Tuttavia, il tessuto dei pezzi è old style, con un cantato in growl ribollente e inumano che ben si adatta a queste atmosfere fosche, nelle quali le chitarre si inseriscono con fraseggi, assoli e feedback taglienti. Più che il gelo evocato dalla copertina dell’album, sono l’oscurità e stati mentali deformati dal dolore e dall’angoscia a segnare le atmosfere che aleggiano in questo lavoro. Figurano anche parti lente e quasi doom, usate per introdurre certi brani attraverso una strada tracciata da pesantezza e inquietante decadenza. I Funebrarum macinano terreno con fasi veloci ed elaborate, segnando il passo per rendersi maestosi e inesorabilmente malefici. Album sulfureo ma anche sanguinante: si avvertono richiami ai primissimi Carcass, che testimoniano questo lato estremo. L’atmosfera generale è riscontrabile durante ogni composizione ed è sempre quella di vivere una fase allucinante per la mente.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




