(Dying Victims Productions) Senza pace, senza riposo i progsters norvegesi Jordsjø! Dopo vari dischi con la Karisma Records (e pure con la Apollon, tanto per restare nello stesso edificio), ecco che tornano con un nuovo album e una nuova label, tanto per ricordare a tutti che loro le regole non le seguono affatto. “Pestkrønikene” si inserisce nel contesto delle celebrazioni per il decimo anniversario del progetto: è il nono disco in carriera, nato inizialmente come raccolta di brani inediti registrati in studio tra il 2020 e il 2025, ma che ha poi assunto una propria identità, con i brani legati tra loro da un filo conduttore tematico che, secondo i testi, affronta temi come la guerra, gli sconvolgimenti, la caduta dei re e l’avvento di una nuova alba, nonché culti e sette. Musicalmente? Jordsjø all’ennesima potenza! Mistico, mitico, magico, progressivo, ipnotico: rock, prog e metal fusi assieme in un mix volutamente analogico e deliziosamente organico, mentre la dimensione psichedelica è sempre presente e meravigliosamente invadente. Chitarre e flauti. Divagazioni e groove. “Pestkrønikene” offre tutto il pacchetto, mostrando la band in tutto il suo splendore e nel suo rifiuto di qualsivoglia spunto di modernità. Un disco inconsueto per questa etichetta, tuttavia fantastico e sorprendente: il passato esaltato, un’onestà creativa destabilizzante, uno spingersi tecnicamente oltre che ha dell’eroico. Lasciatevi trasportare. Lontano. Molto lontano.

(Luca Zakk) Voto: 8,5/10