(Season Of Mist) Tecnica fluida e precisa quella dei Miscreance, volta a produrre un modello dalla concezione old style, trasportato però nei tempi correnti negli arrangiamenti e nella produzione. Quattro anni dopo il debut album “Convergence”, i Miscreance piazzano il loro secondo album con la Season Of Mist. L’etichetta francese ci ha visto bene con la band italiana, che vede elementi dei Re-Animated, i quali sono anche ex di altre formazioni. Thrash-death metal vivace, privo di cali di tensione o altro. Melodie brevi, precise, efficaci. “Reminiscence” inizia con “Trait d’Union” e nel suo incipit si scorgono le tracce dei Coroner. I Death, a volte i Cynic, poi Sadus e Atheist sono altri modelli di riferimento, senza volerli però eguagliare da parte della band. Tuttavia, i Miscreance ereditano quella pulizia e quell’ordine compositivo tipici dei grandi citati. Tra articolazioni, fratture e ripartenze, passaggi stratificati, intrichi e marce spedite, fino alla conclusiva “Mirage” si ascolta una band padrona della propria materia musicale. I pezzi sono incalzanti, dinamici e coinvolgono l’ascoltatore. Alla voce c’è il batterista Andrea Feltrin.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10