
(Karisma Records) Malinconia, un’infinita malinconia espressa con una sorprendente dolcezza, interpretata con un rock/post-rock aperto verso ogni direzione, come dimostrano momenti unici esaltati da strumenti come il sassofono. Liminal Sky è una nuova realtà creata da musicisti con una vasta esperienza sulla scena: il produttore Jaime Gomez Arellano (Ghost, Ulver, Opeth, Paradise Lost) e il musicista Daniel Knight (Messenger, Age of Taurus), un duo che riesce a coinvolgere un manipolo di ospiti interessanti, quali i vocalist Mat McNerney (Hexvessel, Beastmilk/Grave Pleasures), Kristoffer Rygg degli Ulver – la sua voce è una presenza molto forte in questa release –, Karin Park (Årabrot, in precedenza ospite anche dei Katatonia) e Daniel O’Sullivan (ex Ulver, musicista live per i Sunn O))) ), oltre a vari strumentisti come Tore Ylwizaker (Ulver), Lars Horntveth (Jaga Jazzist), Ole Alexander Halstensgård (Ulver), Alicia Nurho (ha suonato il violino per Paradise Lost e Moonspell) e Matt Rozeik. Sognante “Some Other Time”, traccia che regala momenti d’estasi grazie a quel sassofono; immenso Rygg su “A Solitary Future”, pezzo intenso e, a tratti, inquietante; oscura “In Some Secret Universe”; suggestivo il crescendo incalzante di “Forget Me Not”; immensa la voce di Karin su “Penance”; “The Weight of Heaven” è brillante ma ricca d’ansia grazie alla voce di Rygg; si divaga nel prog con la surreale “Algebra of Unknowing”. Imprevedibile e meravigliosamente seducente “Oar on the Mooring”, prima della conclusiva e atmosferica “All Tomorrow’s Darkness”. Rimane un senso di vuoto emozionale dopo l’ascolto del disco, in forte contrasto con quel senso di pienezza sentimentale: è una sensazione trasversale, un continuo gioco di ombre e luci, di contrasti, di salti nel vuoto e solide ancore di salvezza. Un album profondo e delicato nella sua forza, intimo e struggente, emozionale e capace di donare una bellezza mistica alla grande tristezza che aleggia in ciascuno degli otto bellissimi brani.
(Luca Zakk) Voto: 9/10




