(Kill Rock Stars / 670 Records) I 4 Non Blondes spaccarono il mondo nel giugno del 1993 con il singolo “What’s Up?”, estratto dal loro album “Bigger, Better, Faster, More!”, pubblicato qualche mese prima. Il brano consegnò un successo planetario alla band, che tuttavia non riuscì a cavalcare quell’onda. Linda Perry, voce ispirata e potente, è nata nel 1965 a Springfield, nel Massachusetts, e dopo l’esperienza con i 4 Non Blondes si è dedicata alla carriera solista, per poi affermarsi anche come produttrice musicale. Ha infatti lavorato con Gwen Stefani, Courtney Love, Skin, Celine Dion e molte altre voci del panorama pop. “Let It Die Here” è il suo quarto album solista e restituisce lo spettro stilistico di Linda Perry quasi nella sua interezza. Da sempre forte della sua voce e di una chitarra a rimorchio, Linda Perry propone un impianto blues arricchito da innesti R&B. Non mancano aperture folk e jazz, così come tappeti sinfonici mai invasivi, sempre leggeri. Le chitarre robuste sono poche, perché l’anima rock arretra, mentre abbondano quelle acustiche ed elettriche dai suoni puliti. La sua voce è il senso di tutto e la musica che la circonda, o nella quale Linda Perry si cala, è immediata e artisticamente rifinita. Da citare “Beautiful”, poi interpretata da Christina Aguilera, con la quale ha collaborato più volte, a partire proprio da quel brano. L’album prende il titolo dal documentario “Linda Perry: Let It Die Here”, diretto dal regista Don Hardy, che racconta la sua vita, gli eccessi, la donna e l’artista. La stessa che ha annunciato anche un nuovo album dei 4 Non Blondes, la band dalla quale ebbe inizio il suo percorso nel mondo della musica.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10