(Nuclear Blast Records) Come accade a qualsiasi band hardcore, dopo trentotto anni di carriera può capitare che non si presenti alcuna novità.Vige la cementificazione di uno stile, quanto una filosofia nel suonare che si consolida e questo è il caso dei Madball. Dopo trentotto anni la band è energica senza usure importanti. “Not Your Kingdom” esce circa otto anni dopo il precedente e in esso i newyorkesi suonano esattamente come ci si aspetti che facciano: hardcore con energia ed esaltando i suoni. “Not Your Kingdom” però poi scorre senza enormi sussulti, con brani tra i due minuti e mezzo e i tre e mezzo che mordono senza una forte pressione. “Rebel Kids” è una canzone tra un hardcore fresco e quasi punk, con un ponte tra i ritornelli pesantemente cadenzato e maledettamente metal. L’opener “Tethered” lascia intendere come la band sia newyorkese, in più con il suo sottile legame con gli Agnostic Front, per giunta. “Stab Wounds” presenta un incipit meglio costruito da tutti gli altri proposti in giro e mena forte con la band che assalta in maniera hardcore metal senza colpo ferire. Questo brano rappresenta il quadro di quello che è oggi la band, con una veste sonora laminata e meno grezza che in passato. Si apprezza la granitica chitarra di Mike Gurnari, ruggente e tesa a occupare ogni secondo del tempo in cui i pezzi scorrono. I pezzi elencati sono i momenti topici di “Not Your Kingdom”, tuttavia il resto sembra stratificarsi in un già sentito in giro. Mentre la grinta resta intatta, il resto fatica a generare anche un sano entusiasmo nell’ascolto. “Not Your Kingdom” è i Madball di oggi: una buona confezione, copertina compresa, con un contenuto non abbastanza concreto.

(Alberto Vitale) Voto: 6/10