(Scarlet Records) Gli esordi dei Moonlight Haze coincidono con un’epoca nella quale il symphonic metal, il symphonic power metal e il symphonic gothic avevano già dato il loro meglio. A oggi la band italiana è giunta a un livello non inferiore a quello di tante altre che hanno iniziato il proprio percorso tempo fa. L’EP “Interstellar Madness” è accogliente nei confronti dell’appassionato di un ascolto in cui le melodie si prendano un posto privilegiato nelle composizioni. La band punta sulle orchestrazioni, sulla voce di Chiara Tricarico e sul tappeto prettamente metal formato da chitarre, batteria e basso. Questi strumenti creano il tipico accompagnamento alle melodie, emergendo poi con forza e spunti individuali in altri momenti dei brani. Lontani dall’avere una produzione ridondante, i Moonlight Haze rientrano comunque nel calderone europeo del genere con qualità, senza però distinguersi per contributi di rilievo. Di fatto, “Interstellar Madness”, pur non brillando per composizioni che restano nel tempo, resta il prodotto di una band capace di scrivere una canzone symphonic metal, con tutte le sfumature power o gothic del caso, realizzando cori che si abbinano al cantato della Tricarico e creando così un binomio melodico non secondario rispetto alla musica. Proprio come alcuni grandi nomi del genere. La cantante è apprezzabile per il suo cantare dinamico, cioè senza adagiarsi su canovacci standard o di mestiere. Pertanto “Interstellar Madness” è un piccolo esempio di una band in crescita, che matura ancora e tenta, attraverso la scrittura dei pezzi, di non risultare prevedibile.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




