(BLKIIBLK) Spesso e volentieri tendiamo a definire come ‘cult band’ alcune formazioni che, per una serie di motivazioni, hanno pubblicato una quantità esigua di materiale, quasi sempre ignorato dal pubblico al momento dell’uscita, per poi cadere nel dimenticatoio ed essere ripescate con ristampe ogni qualvolta il genere di turno torna in auge. Esistono, altresì, alcune realtà per le quali tale denominazione assume un significato molto più importante, per il contributo dato a una determinata scena nel corso degli anni, aiutando a definire gli standard di un genere pur agendo nelle retrovie; quest’ultimo caso calza a pennello con la storia degli statunitensi Nunslaughter, attivi dal lontano 1987 e giunti ora al sesto full length, ma con una lista infinita di pubblicazioni tra demo, EP, live, split e quant’altro, portando avanti con orgoglio e caparbietà il loro mix di brutalità death, velocità thrash e blasfemia black, il tutto caratterizzato da un sano nichilismo punk, ottenendo uno stile da loro denominato ‘devil metal’. “Satanic Chaos Legion” esce a cinque anni di distanza dal precedente lavoro, l’ottimo “Red Is The Color Of Ripping Death”, ed è il secondo album registrato senza lo storico batterista Jim Sadist, venuto a mancare nel 2015 e sostituito da Wrath, drummer proveniente dai Bloodtusk, mentre al basso troviamo Malum, proveniente dagli Ancient Wisdom ed entrato nella band nel 2022, completando così la line-up guidata dal singer e Líder Máximo Don Of The Dead e dal chitarrista Tormentor, presente dal 2014. La title track è violenta, veloce, decisamente old school, eppure suonata con grande precisione, complice una produzione molto nitida che mantiene comunque quella patina grezza perfettamente adatta alla proposta, la quale mischia la violenza primordiale dei Sarcofago, la devastazione sonora dei primissimi Morbid Angel e lo spirito punk di Venom e Misfits, particolarmente presente in schegge sonore brevi e violentissime come “Jesus Fucking Dies”, “Listen To The Lies” o “The Spear Of Satanas”, tutte dalla durata inferiore al minuto e mezzo. Decisamente più lunga, strutturata e atmosferica è “Heavenless”, dalle forti venature doom. Un album che conferma lo stato d’ispirazione di una band che, seppur non incensata quanto meriterebbe, ha contribuito nel corso degli anni a scrivere pagine importanti del metal estremo più grezzo, maligno e verace.

(Matteo Piotto) Voto: 9/10