(Gates Of Hell Records) Ultimamente mi capita spesso di subire il fascino del metal cantato in lingua francese. Trovo questo idioma estremamente musicale, dolce ma con quella marcata vena teatrale, a volte quasi esagerata nella sua isterica platealità, eppure incredibilmente affascinante. Sono quindi rimasto stregato dalla proposta dei marsigliesi Pénitent, alfieri di un heavy rock che pesca molto dagli anni ’70 e dai primissimi anni ’80, sulla scia di formazioni come Pagan Altar e soprattutto Ponce Pilate, anch’essi francesi, autori di un solo album intitolato “Les Enfants Du Cimetière”, uscito nel 1985 con una tiratura di sole 500 copie; l’intero album si trova comunque su YouTube, quindi fatevi un favore e dategli un ascolto. Tornando ai Pénitent, il mini si apre con “Intrduction”, ma in realtà si tratta della cover in lingua francese del primo verso di “Ballo In Fa Diesis Minore”, capolavoro assoluto del menestrello ligure Angelo Branduardi. “Broucolaque” odora di NWOBHM, con le chitarre che durante le strofe disegnano una linea melodica che ricorda quella di “Run To The Hills”. Ottime le linee vocali di Tristan, molto teatrali e declamatorie. “Demain” poggia le solide fondamenta su un riff di basso insistente e poderoso, che apre spazi alle chitarre, libere di intrecciare riff armonizzati sui quali si stagliano le rime cadenzate del singer. “Élise” è ipnotica e progressiva, caratterizzata da cambi di tempo e atmosfera, senza per questo risultare ampollosa. “Maintenance” suona come se “Phantom Of The Opera” degli Iron Maiden fosse stata composta dai Death SS e cantata in lingua francese, mentre “Fils De Lucifer” è una cover dei progster Icare, qui senza la fondamentale presenza della tastiera, rimpiazzata dalla chitarra, ma con il suono del vero basso, nell’originale riprodotto dalle keys. Un mini-album affascinante, teatrale e progressivo, con quel tocco drammatico che solo la lingua francese è in grado di conferire.

(Matteo Piotto) Voto: 9/10