(Magnetic Eye Records) Le iniziative della Magnetic Eye in fatto di tribute, che l’etichetta definisce ‘redux’, hanno visto anche la doppia celebrazione dei Nine Inch Nails tra quelle riuscite. Doppia perché l’etichetta ha messo in commercio sia un redux con musicisti e band che hanno rifatto ciascuno un brano del celebre album “The Downward Spiral”, ovvero “The Downward Spiral Redux”, QUI recensito, sia “Best of Nine Inch Nails Redux”, che raggruppa brani pescati un po’ ovunque nella discografia di Mr. Trent Reznor. Anche questa volta l’idea dei partecipanti è stata quella di calcare la mano sulle soluzioni peculiari e originali adottate dall’autore e sulle sue ambizioni sperimentali. Di conseguenza i pezzi diventano altro, pur preservando un proprio fascino. Il tutto si sviluppa lungo una linea tematica e sonora difforme, per ovvi motivi, poiché i brani non figurano tutti nello stesso album. Tra le versioni più apprezzate, elencate tutte di seguito con i rispettivi autori, spicca “Even Deeper” dei The Ocean, mentre risulta maledettamente apocalittica “Over & Out” dei Bees Made Honey In The Vein Tree. Un Best Of che ha un suo senso artistico, con musicisti che hanno provato tutti a metterci qualcosa di personale e a fare in modo che ogni canzone sia, in fin dei conti, una vera reinterpretazione e non una pedissequa esecuzione.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

“Best Of Nine Inch Nails Redux”:

01. The Day The World Went Away / Sin (SNAKEMOTHER)
02. Head Like A Hole (BLUE HERON)
03. Right Where It Belongs (GRAYCEON)
04. Even Deeper (THE OCEAN)
05. This Isn’t The Place (EVI VINE)
06. The Perfect Drug (NONEXISTENT NIGHT)
07. The Hand That Feeds (THE MOTH GATHERER)
08. Every Day Is Exactly The Same (CHROME GHOST)
09. The Great Below (MARISSA NADLER)
10. Over & Out (BEES MADE HONEY IN THE VEIN TREE)
11. Suck (THOU)
12. Terrible Lie (ORBITER)
13. Something I Could Never Have (BLEAKHEART)