(I, Voidhanger Records) Suoni, atmosfere e atteggiamento saturnino si fondono nel loro modo di suonare, centrifugando idee e sentimenti e rendendo i pezzi oscuri e, a tratti, anche privi di una direzione precisa. Lo stile dei Phoschydeux non è limato; gli stessi arpeggi, ampiamente usati, sono ruvidi e quasi dissonanti, eppure tutto ciò ha un suo senso. Loro sono autori di un dark metal senza tempo, con una voce che sembra recitare e cantare insieme e un batterista che sottolinea, accompagna ed entra nelle trame melodiche. Musicisti della scena black e death ungherese si sono dati appuntamento in questo progetto. Pubblicano “4 Days Of Bliss In Hell” attraverso la piattaforma Bandcamp nel 2025 e ora la I, Voidhanger Records lo trasforma in una versione fisica. Ci sono il dark, il metal e le possibili varianti rock, ma passate attraverso una lente sonora personale che distorce il tutto, lasciando dilatare momenti ipnotici e ossessionanti in alcuni pezzi. Lungo tutto l’arco dell’album si avvertono richiami alla decadenza, al doom, al depressive e riletture del rock in una chiave più estrema. Il tutto è una dichiarazione dannata ma poetica. Ancora con toni confusi, ma pur sempre poesia. Maledetta, ovviamente.
(Alberto Vitale) Voto: 7/10




