(Despotz Records) Il secondo album delle Pirate Queen porta con sé qualche spunto interessante, quanto l’orizzonte che la band potrebbe, nel caso, oltrepassare. Con poco oltre la mezz’ora di durata, attraverso un’intro e sette canzoni, tra le quali una, “Shanty”, che sembra essere una sorta di intermezzo in stile cinematic metal, il pacchetto dei pezzi di “Sailing Around The World” risulta gradevole. Lo stile symphonic è applicato un po’ in sordina all’album e, mentre le due chitarre si allacciano bene tra loro, il tutto infine suona con un bel po’ di passaggi di puro heavy metal. In questo contribuisce anche una batteria possente, con la quale Raindrop Oceanus spesso ci va a fondo di doppia cassa e sembra voler spaccare tutto. Si distinguono alcune canzoni per avere una struttura mutevole e più agganci melodici, che un po’ spostano il tutto dal canonico symphonic power. Lo stile piratesco è comunque dominante, ma anche condizionato da una produzione piatta, poco propensa a dare profondità ai suoni e alle atmosfere. Le Pirate Queen, purtroppo, non sono ancora avvezze a creare arrangiamenti maggiormente evoluti e, guardando ai ritornelli, per quanto carini, sono piuttosto elementari. Molto bella la voce di Her Majesty Elizabeth Noir Nuit, però anche in questo caso è udibile qualche strofa sforzata qua e là. “Sailing Around The World” è un album piratesco, preoccupandosi sin dalla sua creazione di esserlo. O almeno è quanto probabilmente abbiano inteso fare le pirate in questione.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10