(Cruz Del Sur Music) Dal 1993 a oggi, oltre a una lunga pausa di alcuni anni, gli Scald hanno pubblicato due album, due EP e qualche altra pubblicazione minore. Si erano fermati poco prima della conclusione del decennio dei ’90, manifestando un epic doom metal piuttosto fresco, come dimostrano le due recensioni per le ristampe del debut “Will of the Gods is a Great Power”, QUI e QUI. Oggi la band russa aggiorna la propria discografia con questo secondo EP, un paio d’anni dopo il secondo album “Ancient Doom Metal”. “Relics” sfiora i trenta minuti di durata attraverso tre pezzi che di epicità ne hanno tanta, per il lavoro delle chitarre e anche per come la batteria accompagna i riff e i passaggi. Il cantato di Hrafn conferisce poi un buon pathos, con grinta, un tono vocale perfetto e qualche ascendenza di tipo power metal. Gli Scald suonano anche occasionali passaggi ben articolati e con qualche lieve inflessione prog, insieme a un suonare deciso e d’impatto. Il continuo sorgere di melodie e il loro decorso lasciano l’idea che il tutto sia un filo musicale che si espande o cerca nuove strade. I pezzi non sono necessariamente lineari e durante l’ascolto si è avuta la sensazione che la loro durata fosse superiore a quella reale. La coppia di chitarre, formata da Harld e Karry, sprigiona un lavoro tra riff e assoli che dà il valore definitivo a “Relics”.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




