(Awakening Records) Adorabili i Putred della Transilvania, autentica espressione del death metal vecchia maniera. Avendoli anche visti esibirsi dal vivo a Salerno, si nota subito come le loro atmosfere nascano da toni decadenti e da un’attitudine oscura. Uno stile incontaminato, fedele alla corrente del genere di decenni fa, che si evidenzia attraverso pezzi spesso in mid tempo, una voce ovviamente impostata su un growl cavernoso e chitarre dai toni cupi, arricchite da qualche buon assolo tagliente e cattivo. Questo terzo album suona grezzo, anche per via di una registrazione un po’ approssimativa nella quale, però, nulla viene perduto. Certo, il basso sembra eccedere nei livelli e la chitarra ne risente. La band rumena offre buoni momenti nei quali si esprime con totale padronanza, mostrando trame costruite melodicamente in un clima che rievoca i primi Autopsy, Grave e persino gli Asphyx, soprattutto per via di alcuni passaggi death-doom. Alfieri del genere, ma ancora acerbi, e si spera di sentirli presto supportati da un lavoro alla consolle più calibrato.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10