(Is it Jazz? Records) “This Too Shall Pass” (anche questo passerà, ndr) fa riferimento a un periodo problematico per la band. Problemi personali, problemi di salute, amici scomparsi, una line up cangiante… con, tuttavia, un lieto fine: amici musicisti accorsi in soccorso, che hanno formato una nuova line up. Jazz, rock-jazz: questo è il loro quarto disco, il quale è più mesto, più cupo, proprio perché è stato scritto in momenti poco brillanti, momenti che hanno ispirato e scolpito queste melodie che amano nascondersi nell’ombra. Giochi con i fiati. Sassofoni brillanti. Progressioni incredibili, suoni che si inseguono, si sfidano, lottano su ritmi irregolari, imprevedibili, dissonanti, pregni di groove, sfuggenti e ribelli; strumenti musicali che occupano tutto lo spettro sonoro, rendendo inutile l’uso della voce umana. Dietro una copertina che sembra più adatta a un disco black metal (tanto per varcare ulteriori confini), qui suonano musicisti che militano anche in acts quali Elephant9, Bushman’s Revenge, Soft Ffog e Grand General, tanto che, per l’ennesima volta, ci si chiede cosa sia questo genere, questo rock che non è rock, questo jazz che non è jazz. Forse non è possibile dare una vera definizione a queste sonorità, cosa che l’amico Martin della label aveva previsto con lungimiranza il giorno in cui ha fondato la Is it Jazz? Records.

(Luca Zakk) Voto: 9/10