(Osmose Productions) I Ruyned si stanno proprio dando da fare, visto che “Profanum Sacrificium” è il secondo album pubblicato in due anni. La formazione rumena si cimenta in un black metal influenzato dal thrash e dall’heavy metal, con pezzi spesso sparati fuori d’istinto e caratterizzati da un piglio ruvido. Eppure i musicisti rumeni si rivelano, nel corso dell’album, anche abili nel comporre brani con buone soluzioni e passaggi più lavorati e meno grezzi. “Profanum Sacrificium” è un fulmine che esplode in faccia all’ascoltatore perché, in neppure ventisette minuti, mette tutto in chiaro. Con un atteggiamento che richiama Venom, Motörhead e i primi Metallica, come in “Speedchain”, canzone che arriva subito dopo l’intro, la band svela immediatamente il suo lato più diretto e di stampo ‘pelle borchiata’. “Orgasm Through Death” ha un passo alla Darkthrone, ma con un piglio più energico e un buon lavoro batteristico. “Malleus Maleficarum” rappresenta invece il potenziale forse ancora inespresso della band: un brano costruito su più livelli, perfetta sintesi tra black e heavy metal e una buona prova dei singoli sul piano esecutivo. L’album, che si fonda su una buona interazione tra i tre generi summenzionati, si spera possa rappresentare per la band un passo avanti nella propria fase ascendente in termini di creatività e ambizione.
(Alberto Vitale) Voto: 7/10




