copsepticmind(Solitude) Poesia pura “Раб”, cioè “schiavo”. Poesia si, ma triste, funerea. Sofferenza totale. Funeral Doom con elevate melodie, ritoccate da flussi psichedelici in cornici avantgarde. I russi Septic Mind in questo terzo album pizzicano le corde più angoscianti e creano contrasti di grande interesse. Il contrasto è la chiave di lettura di “Rab”, perché i Septic su una voce in growl profondo, cupo e distorto, montano riff poderosi, scanditi e lenti, contrastati spesso da arpeggi delicati, ma mai allegri o vivaci, come piccole cantilene di agonia. A quel punto in diverse occasioni entrano in gioco dei riff liquidi, psichedelici, pregni di acido e liscia musicalità. Durezza inesorabile del doom e contrasti di un rock/metal psichedelico. Il drumming segue le andature, viene contaminato dalle atmosfere e si adegua alle caratteristiche dell’insieme. Si svaluterebbe il gusto e la portata di queste quattro composizioni a volerle descrivere singolarmente, ma la loro eterna lunghezza (si va dai quasi 9′ ai 13′ per 50′ totali) declama un flusso sonoro che produce e sviluppa idee, che bagna con la propria spiritualità ogni singolo strumento contribuente di questo percorso sonoro. “Blizost Kontakta” ha qualcosa di cosmico, spaziale. Psichedelia e metal fusi nell’equilibrio perfetto. I tempi sono sempre lenti, marcati, scanditi con solennità. La title track si apre maestosa, la melodia portante dell’assolo introduttivo è purezza, macchiata di una tristezza senza tempo. Passaggi apocalittici, ricchi di un’intensità estrema e dura. Un gioco di contrasti e modulazioni che porta questo terzo lavoro dei Septic Mind a essere una perfetta colonna sonora dei tempi difficili che la società umana vive, da sempre. “Rab” è un capolavoro che si racconta attraverso suoni perfetti e che abbina grazia e qualcosa di orribile insieme.

(Alberto Vitale) Voto: 8/10