(Edac Music Group) La band italiana Tundra si presenta con una rabbia cortese, un senso rivoluzionario postmoderno. Hanno suoni pieni, veritieri e uno stile preciso, ben limato, per nascondere una rabbia di fondo molto punk ma, appunto, educata e ben veicolata in queste undici canzoni. A testimonianza di questa educata visione delle cose, anche se sincera, lo afferma il ritornello dell’opener “Noia”: «Ma che bella questa rabbia mi dà un senso a questa noia»; al giorno d’oggi siamo tutti arrabbiati, annoiati o sopraffatti! I testi sono un elemento di ricchezza in “Ohdio”: «Qua ci diamo da fare con l’amore/Ma più con l’odio», e non sono niente male versi come «Nella catena alimentare/Vorrei tanto evitare/Una morte orrenda dentro la città» e «Vi prego donate ogni mio organo/Troverete istruzioni nel mio portafoglio», e molto altro. Nel mentre che queste parole pensate e sentite scorrono, c’è un comparto musicale equilibrato e soprattutto una coesistenza efficace tra basso, batteria e chitarre. Il tutto è un rock leggero, asciugato dal troppo: chitarre elettriche ma essenziali, un basso vero e una batteria che gioca accordando e raccordando il tutto. La voce è quella di Daniele Piai. Il tutto è leggero, con equilibrio e pensiero, ma tutto risulta efficace.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




