
(Apollon Records) I leggendari Morphine non esistono più. Tutto finì all’improvviso ai Giardini del Principe di Palestrina (Roma) il 3 luglio 1999, quando il frontman Mark Sandman, dal palco, disse ‘Grazie Palestrina. È una serata bellissima, è bello stare qui e voglio dedicarvi una canzone super-sexy’, prima di accasciarsi a terra e morire sul palco all’età di 46 anni. Band iconica, capace di mescolare dark, jazz e blues, si affidava a basso, sassofono, batteria, percussioni e praticamente a nessuna chitarra. Il chitarrista norvegese Bjørn Berge, con tredici dischi pubblicati e un Grammy norvegese (lo Spellemannspris), decide quindi di interpretare a modo suo una manciata di brani della band americana, iniettando nella musica alternativa originale una forte dose della sua personale creatività e dando vita a otto brani che rinascono, scoprono una nuova vita, al fianco degli originali che restano, indubbiamente, immortali. Chitarra acustica, qualche chitarra elettrica, batteria, la voce profonda di Bjørn che gioca con i ricordi che abbiamo di Mark. Bjørn dichiara: ‘I Morphine erano qualcosa di assolutamente unico. Avevano un groove, una crudezza e un’anima che mi hanno colpito immediatamente e che ancora oggi mi ispirano’… e come dargli torto? Ecco allora che “Frenc Fries with Pepper” diventa più frizzante, più bluesy, cosa che succede anche per l’ottima “Early to Bed”, mentre “Have a Lucky Day” evolve verso un sound più southern, trasmettendo con la musica quella polvere che si deposita in gola. La favolosa “You Look Like Rain”, invece, nella versione dell’artista norvegese, pare essere ancor più tetra, ancor più tenebrosa. Un disco brillante nella sua naturale oscurità, un’interpretazione stellare, con un’energia esplosiva che quasi materializza davanti agli occhi un ultraterreno duetto tra Mark e Bjørn… chissà cosa avrebbero fatto se solo avessero potuto creare musica assieme!
(Luca Zakk) Voto: 9/10




