(Dusktone) Andreas Wærholm pubblica la terza opera del suo progetto Urkraft. Il norvegese si lancia in un atmospheric black metal dai tratti volutamente caotici, con evocative melodie che richiamano i primi Arcturus, i Covenant e gli Ulver. Il sound è un po’ soffocato e presenta momenti nei quali le note degli strumenti sembrano instabili, tremule. Il risultato è questa nebulosa sonora che prende forme diverse a seconda della portata melodica che da essa sprigiona. Il polistrumentista produce diversi pezzi dal minutaggio ampio, creando al loro interno più momenti e registri, per un’evoluzione, un divenire dello stile che si avventura in territori progressive. “Naturens Skrik” è un lavoro cupo, tanto che alcune composizioni ricordano sommariamente gli Oranssi Pazuzu, e ciò sembra una scelta deliberata da parte di Wærholm. Dunque, tra tinte spaziali, abissi gelidi ed ere antiche, ogni scenario sembra venire fuori da questo mondo caotico, ribollente ma abile che è “Naturens Skrik”.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




