(Nuclear Blast) A due anni da “Necropolis” i Vader registrano e pubblicano il nuovo album “Welcome to the Morbid Reich”, il quale si collocherà nella discografia della band polacca tra le migliori release di sempre, grazie alla distruttività della musica ma anche, forse soprattutto, dalla lucidità e la maestria nel saper veicolare in ogni riff ogni grammo di questa furia. Peter Wiwczarek, la mente propulsiva dei Vader, ha concepito un’architettura dinamica, evitando di pestare solo ed esclusivamente di forza, col rischio poi di rendere mastodontici ma irrimediabilmente noiosi i pezzi. Ci sono delle perle in questo album: “Come and See My Sacrifice”, con dei corposi riffs di scuola slayeriana vecchio stile, “Don’t Rip the Beast’s Heart Out”, “Decapitated Saints”, un uragano blastbeat, “Black Velvet and Skulls of Steel” con il suo mid-tempo sostenuto da melodie e preziosismi delle chitarre e poi la titletrack, il pezzo probabilmente meglio strutturato tra dodici. Se qualcuno li aveva giudicati in flessione con “Welcome to the Morbid Reich” i Vader assestano un colpo memorabile, non innovativo (numerose le citazioni d’autore o di scuola), ma altamente godibile.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10