(Antiq) Il black metal epico dei francesi Véhémence iniziò a diffondersi nel 2014, oltre un decennio fa, con l’album di debutto “Assiégé”. Un disco influente, incisivo e identificativo, nel quale il black di stampo nordico si fondeva perfettamente con un sentore medievale dell’Europa centrale, mescolando divagazioni folk e un senso di antichità semplicemente favoloso, scolpendo le radici della definizione di ‘medieval black metal’, quasi un’evoluzione del viking black metal. All’epoca, l’ATMF pubblicò saggiamente “Assiégé” in formato fisico nel settembre dell’anno successivo e, da quel momento in poi, i due album successivi della band – “Par le sang versé” del 2019 e “Ordalies” del 2022 – consolidarono il black metal medievale come un vero e proprio sottogenere, mentre altri cercavano di mettersi al passo. Nessun tributo (né plagio) avrebbe potuto diluire il potere senza tempo di ciò che i Véhémence avevano messo in moto. Ecco quindi che, dopo tutto questo tempo e dopo tutta questa strada, con una line-up arricchita da un nuovo bassista, è perfettamente plausibile registrare nuovamente quel primo capitolo: più elettrico, più potente, con anche i testi (in lingua madre) rivisti e potenziati. Un po’ per ricordare da dove viene la band, un po’ per segnare la direzione futura. Mix migliore, chitarre migliori: “Assiégé” vuole diventare eterno, si fa chiamare “Assiégé pour l’Eternité” e i Véhémence confermano il loro prestigio, lasciando l’acquolina in bocca per ciò che verrà domani.

(Luca Zakk) Voto: 8/10