copVOIDCRAEFT(I, Voidhanger Records) Mamma mia che album… Non è nemmeno un gruppo, è un’unica mente… Allora, i Voidcraeft, dalla Germania, sono una di quelle realtà che ami od odi, senza contare le mezze misure. Il genere proposto, almeno per una volta, rende bene l’idea di ciò che si va ad ascoltare. Il flyer parla infatti di Dissonant Metal. E proprio la dissonanza è la parola chiave per leggere adeguatamente la release in questione. Il sottoscritto pensa che solo se hai una padronanza molto alta dei mezzi musicali puoi poi andare oltre e fare dei generi come la musica parodistica o appunto una musica basata in gran parte su dissonanze musicali. L’album parte in quinta e mostra di non voler fare prigionieri sin dalla prima nota. Batteria e basso sono pure nella norma per il genere proposto, vale a die un Black virulento e primordiale molto veloce; ma ciò che stupisce sono i riff fuori controllo e apparentemente casuali che vanno a comporre delle strutture canzoni altrimenti normali, ma che rilette in questa veste diventano del tutto complicate e discontinue. Pure la voce è quasi sgradevole e il fattore che scatena l’entusiasmo oppure l’odio nell’ascoltatore è proprio il notare che il tutto è fatto appositamente per suonare in quel determinato modo. Insomma, un virtuoso che fa finta di non esserlo rischia di essere virtuoso due volte… Non sta a me decidere se odiare o amare questo platter, ma di sicuro nessuno può restare indifferente a simili uscite discografiche. Disarmonici

(Enrico Burzum Pauletto) Voto: 8,5/10