(Sony-BGM) C’erano una volta i Within Temptation, i musicisti olandesi che, in modo a tratti più originale dei Nightwish, avevano rinnovato dall’interno il gothic metal portandolo ad abbracciare il power. “The Unforgiving” è il loro quinto full-“length” e si distanzia ben quattro anni da “The Heart of Everything”: in mezzo un quantitativo impressionante di singoli, ep, dvd, live album (addirittura due!) che dovrebbe già insospettirci. La band si è forse venduta, e nel modo peggiore, al mainstream? La risposta sta in una dettagliata analisi dei brani. “Shot in the Dark”, la prima traccia dopo la breve intro, è così vacua da mettere quasi freddo, il ritornello è ancora ok ma il brano è 100% pop radiofonico. La parabola discendente della band si è ormai compiuta: dopo la sacra triade “Enter” – “Mother Earth” – “The silent Force”, già “The Heart of Everything” ci aveva mostrato una formazione completamente diversa, molto meno metal e molto più attenta agli orientamenti del grande pubblico; ma il disco del 2007 conteneva in ogni caso una serie di brani vincenti, con ritornelli incisivi e melodie da ricordare. Ora il songwriting, per piacere a tutti, si è incredibilmente impoverito. Ascoltate ad esempio “Faster”: un pezzo sentito mille volte sui canali mainstream, con un giro di chitarra elementare, che non mostra nulla della ‘vecchia’ anima della band e finisce per avere una funzione ‘usa e getta’, piace per i suoi quattro minuti di sviluppo e poi scompare completamente dalla memoria. Salviamo “Sinéad”, ma solo perché il coro “wohoho” finisce per attecchire nella memoria; tributiamo il giusto onore a “In the middle of the Night”, dove i Within Temptation si ricordano di cosa sono stati capaci; ma il resto di “The Unforgiving” si scioglie come neve al sole e non resiste neanche al paragone con i compagni di genere. E allora a poco serve accompagnare il disco con un fumetto, con diversi video, lasciare che i titoli dei brani si compongano in una frase segreta, se la musica non c’è… sembra quasi inevitabile che, quando una band diventa troppo famosa, noi recensori dobbiamo trovarci a celebrare il suo funerale!

(Renato de Filippis) Voto: 5/10