(Epitaph) Quindici anni sono passati dall’ultimo album di Mike Ness e dei Social Distortion, intitolato “Hard Times and Nursery Rhymes”. Mike Ness è ormai l’unico superstite di un passato che ha visto la band californiana incendiare il mondo con il proprio punk rock. I Social Distortion, che negli anni si sono concessi anche scappatelle nel rockabilly e perfino nell’hardcore, ritornano con un Ness in piena forma, dopo un’operazione alle tonsille nel pieno delle registrazioni di questo “Born To Kill”. Un lavoro leggero e spensierato che sottrae tutto il superfluo e lascia che i pezzi scorrano semplici, nel pieno spirito del punk, almeno nelle canzoni che lo sono. Infatti la band spesso suona più incline al rock ’n’ roll più sincero, come in “The Way Things Were”, la canzone più emozionante ed esplosiva in termini di fruibilità, oppure nel country-folk di “Crazy Dreamer” con Lucinda Williams. “Wicked Game” di Chris Isaak viene riletta dalla band. Senza mai abbandonarsi troppo al passato né scimmiottare il punk di oggi, i Social Distortion suonano serenamente, senza pressioni, con un’attitudine che a volte richiama gli Stooges: si ascolti, per esempio, “No Way Out” e “Walk Away”. L’album suona davvero bene, grazie alla coproduzione di Ness e Dave Sardy.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10