ATHESIS – “Athesis”
(Ghost Label) Esordio in digitale per i milanesi Athesis (a quanto leggo nelle note promozionali, antico nome del fiume Adige) con questo ep di 3 tracce più intro d’amosfera. I pezzi si rivelano tutti interessanti per motivi diversi. “Hostilia” sferra colpi guerreschi con un power/death veloce e ficcante: chi però cerca (altro…)
(Doomentia Records) La trenodia è il canto funebre dell’antica poesia greca: cosa potete immaginare di più disperato e atroce di un canto funebre… senza voce? Gli Aphonic Threnody (complimenti per il monicker!) sono un supergruppo di funeral doom con molti partecipanti italiani, che mette insieme membri di
(Spinefarm / Universal) Li vedo ovunque i compact disc degli Amaranthe e questo è il segnale dell’ottimo status raggiunto dalla band svedese. “Massive Addictive” presenta un nuovo sound, ma nonostante il sottoscritto abbia appena digerito il precedente “Nexus” (
(Avantgarde Music) È difficile dimenticare un monicker suggestivo come Arcana Coelestia: avevo dato per dispersa la band sarca dopo “Le mirage de l’idéal”, disco del 2009 che all’epoca mi convinse e appassionò. “Nomas” ne costituisce finalmente il seguito, ritardato lungamente per problemi di line-up:
(The Church Within Records) Onestamente (ma sarà un mio limite personale) non capisco operazioni come questa degli Aeonsgate, progetto doom capitanato da Mats Levén (per chi non lo sapesse, attuale cantante dei Candlemass). Il loro debut “Pentalpha” contiene un solo pezzo di 59 minuti e 52 secondi! Ora, mi chiedo: ma voi ce li avete in una giornata
(Autoproduzione) In una scena folk lombarda sempre più rigogliosa e affollata si inseriscono oggi gli Atlas Pain, che esordiscono sul mercato con un demo autotitolato breve ma incisivo. Dopo la intro d’atmosfera, “Annwn’s Gate” mette insieme il sound folk dei Rhapsody (of Fire) d’annata con suggestioni
(Autoproduzione) Dopo sette anni di silenzio la band francese Art 238 si ripresenta sulla scena con alcuni avvicendamenti all’interno della formazione e con un nuovo EP intitolato “Atavism”. La band propone tre brani, per la durata complessiva di venti minuti circa, che incanalano l’ascoltatore in un ambiente dark e postmoderno, come un fiume in piena tra pezzi death-grind in stile Cryptopsy, con correnti lente e oscure, black, alcuni stacchi
(Underground Symphony) L’infaticabile Maurizio Chiariello, proprietario della Underground Symphony, dà alle stampe per la gioia di tutti i die hard defenders un ricchissimo tribute agli Heavy Load, storica band svedese da considerare senza dubbio fra i padri dell’heavy metal. L’operazione è tanto più meritoria perché,
(Limb Music) I finlandesi Astralion accolgono nelle proprie file due membri degli Olympos Mons, band che certamente gli appassionati del power più melodico e tastierato non hanno mai dimenticato. Anzi, data la somiglianza di certe cose del sound, potremmo quasi dire che ci troviamo di fronte a una prosecuzione
(Autoproduzione) Debutto discografico per i Greci Amken con questo EP contenente quattro brani, per venti minuti di puro thrash metal, magari non proprio originalissimo, ma dannatamente coinvolgente. Quattro pezzi in cui l’ascoltatore viene sollevato per le palle, sbattuto per terra e preso a bastonate da questa band
(Solitude Prod.) Racchiuso fra due rarefatti strumentali basati su pianoforte e tastiere, “Unheard Prayers” è il secondo full-“length” dei russi Amederia, che giunge dopo uno iato piuttosto lungo (sei anni) dal precedente “Sometimes we have Wings”. Siamo di fronte a un disco doom/gothic raffinato e disperato,
(Nuclear War Now! productions) Ristampa del debutto dei Giapponesi Abigail, con questo “Intercourse & Lust” che viene riproposto in versione CD e LP dalla Nuclear War Now! Productions, label che nel 2002 aveva già editato il solo formato LP di quest’album, uscito originariamente nel 1996 per l’etichetta Modern
(Infernö Records) Un monicker che rimanda ai Jaguar e un titolo che rievoca Dio: non ci vuole molto a capire che genere suonino gli Axe crazy, che esordiscono sul mercato internazionale con un mini di quattro tracce. Più nello specifico, i polacchi sembrano rifarsi alla NWOBHM più ruggente
(Napalm Records) Il terzo album degli Alunah, di Birmingham, esce per la prestigiosa Napalm Records: una colata di doom/stoner/rock che solleva fumo a chilometri di distanza! Sei i pezzi in scaletta, nessuno dei quali sotto i sei minuti. La opener “Bricket Wood Coven” unisce un riff 100% Sabbath
(Cyclone Empire) Secondo disco per gli spagnoli Autumnal, che si presentano nelle note biografiche come una vera e propria istituzione del doom spagnolo: onestamente non li conoscevo, ma il loro curriculum è di tutto rispetto. “The End of the third Day” è un disco apprezzabile, ma troppo lungo
(Inverse records) Dopo due singoli finalmente il full length! Ci è voluto un anno, ma Aleksi Susi dei finlandesi 2 Wolves porta il suo progetto di industrial rock al vero debutto discografico. Nove tracce, delle quali sei nuove e tre appartenenti ai precedenti singoli, offrono una mezzora ispirata agli 80s, ai Rammstein, al gothic metal,
(Fuel Records) I torinesi Aevum sono una formazione davvero interessante: sette musicisti capaci di creare un sound accattivante e originale, fra gothic metal, teatro ed opera. Se dovessi tentare di descrivere con qualche paragone la loro musica, credo che citerei anzitutto i napoletani Poemisia, i Theatre of Tragedy
(Whispering Voice Records) I norvegesi Ancestral Legacy sono partiti nel lontano 1995 come formazione black, ma gli anni e i numerosi cambi di formazione hanno mutato molto il sound originario, che oggi mi sembra un incrocio fra l’arte doom/death dei Novembre e la pomposità dei Dimmu Borgir.
(Avantgarde) La prima cosa che si nota in quersto nuovo album degli Abigor e la riduzione della velocità. Non siamo di fronte ad una selva di pezzi lenti o in mid-tempo, ma le fasi veloci sono numericamente inferiori rispetto al normale. Altro aspetto lampante è il sound fatto sempre di black metal, ma con nuove e continue escursioni nel blackened e la cosa conferisce un tocco di modernità, affiancata comunque da una sana e mai eccessiva tradizione. Questi gli argomenti principali che segnano il ritorno per la formazione austriaca, sempre formata da P.K. e T.T. e dalla partecipazione per le voci
(Autoproduzione) Creatura di Tiziano “Hammerhead” Sbaragli, che molti di voi conosceranno come cantante degli Etrusgrave, gli Angel Martyr esordiscono finalmente, a otto anni dalla formazione del primo embrione della band, con un demo di ruggente heavy metal classico e oscuro. Dalla biografia
(Debemur Morti Productions) La precedente esperienza con un lavoro (riedito,
(Any and All Records) Alberto Rigoni è un bassista trevigiano molto esperto e molto apprezzato: il suo curriculum è lunghissimo e le sue collaborazioni esulano dall’ambito strettamente rock/metal. Questo “Overloaded” è il suo quarto album solista e allinea nove piccole gemme strumentali che catturano e convincono…
(Archaic Sound) La one man band Francese Ars Moriendi non delude mai. La complessità e la cura di questo dipinto dell’oscurità sono un’espressione emblematica di una profondità ed una ampiezza artistiche immense. Questo terzo lavoro infatti conferma un livello emozionale enorme, il quale riesce a trasmettersi perfettamente all’ascoltatore,
(Autoproduzione) Bei tempi, quando il power fantasy dominava il mondo del metal! Per chi, come me, si è formato musicalmente in quell’epoca dopo, a circa metà degli anni ’90, Rhapsody, Blind Guardian, Thy Majestie restano ancora degli importanti punti di riferimento, e i loro concept, che oggi magari fanno sorridere qualcuno,
(Great Dane Records) Dieci anni e poco più di attività racchiusi in un periodo in studio cruciale per la realizzazione di un album fuori dal comune. Bello questo “Dreams Are Dead”. Sostanza, solidità, stile, melodie, l’insieme è tutto ciò. La band francese Arcania si produce in un thrash metal moderno, potente
(Misantrof AntiRecords) Dopo “A Matter of Death” (
(Eisenwald Tonschmiede) Crudele armonia. Il quinto album degli americani Agalloch è una brutale, crudele, perversa armonia… un’armonia che si costruisce sulla loro consueta varietà di influenze, capaci di attrarre verso il metal un’ampio ventaglio di sonorità -folk ed alternative comprese- dando origine ad un sound coinvolgente, pieno
(Einsenwald Tonschmiede) Onestamente non capisco la definizione ‘post black metal’. Questo sarà il terzo o quarto album, quest’anno, che mi capita fra le mani a portare questa etichetta… e che con il black non c’entra assolutamente niente! Vediamo allora dove vanno a parare gli Autumn’s Dawn, duo australiano
(SPV) Che band strana. Idee chiare ma direzione imprecisa, non riconoscibile, fuori schema. Moderni, a volte. Antichi, più spesso. Tradizionali, quasi 70s…ma dannatamente grunge. Ma il loro grunge è -per quanto possa sembrare assurdo- di marcato stampo hard rock. Basta ascoltare la opener “Onus”: grunge, quasi
(CVLT Nation) La CVLT Nation presenta il quarto volume della serie di cover compilation e questa volta tocca ai Joy Division, con il celebre album “Unknow Pleasures”. A cimentarsi in queste rivisitazioni, per altro ben fatte, sono state dieci band* cioè tante quante le canzoni che compongono l’album. Significative le sonorità dei Theologian, create in una zona di confine tra elettronica e noise, per “Candidate”,
(Nuclear Blast) Ritorno discografico per gli Accept, band leggendaria di importanza fondamentale per tutto l’heavy metal, soprattutto per quello tedesco grazie ad albums come “Metal Heart” o “Restless And Wild”, quest’ultimo aperto da quella “Fast As A Shark che da sola ha inventato il power/speed metal tedesco ripreso poi da Grave Digger,
(Steamhammer / SPV) Successo. Puro -meritato- successo. Il tour di supporto a “Into The Storm” fa sold out un po’ ovunque e la chitarra di Axel troneggia fiera e brillante. Un artista fantastico, con una band superlativa, specialmente per quanto riguarda il cantante. Una band che non riposa, e durante l’autunno prossimo ha già in programma almeno una decine di grossi
(Inverse Records) Ottimo debutto per i Finlandesi AOV, quintetto nato a Helsinki nel 2011 e autore di un thrash metal che pesca a piene mani dalla tradizione, aggiornandola con soluzioni moderne e una produzione molto corposa, fondendo efficacemente la scuola Americana
(Steamhammer/SPV) Ritorno sulle scene per Ace Frehley, storica ascia dei leggendari Kiss e considerato da molti come IL chitarrista della band Newyorkese che dopo il suo abbanono non sempre ha saputo mantenere gli elevati standard qualitativi degli inizi, complici anche le sterzate stilistiche non