PRIMITIVE GRAVEN IMAGE – “Traversing the Awesome Night”
(UKEM Records) Selvaggio, brutale, spietato. Black metal diretto, sporco, ma anche se ricco di una componente melodica interessante ed una struttura dei pezzi mai monotona, sempre avvincente. Band estrema concepita da due fratelli inglesi i Primitive Graven Image hanno dovuto combattere per avere ciò che meritano. Il loro debut album “Traversing The Awesome Night” del 2007 non fu ben supportato dalla label originale, e questo ha portato successivamente ad un accordo con la mitica UKEM Records, label (altro…)
(Svart Records) La Svart Records è un’etichetta finlandese che copre un ampio spettro di generi, dal doom all’avantgarde passando per il gothic. Nel loro rooster c’è anche l’artista neofolk Mikko Pöyhönen, che in questo suo secondo album propone dodici brevi brani in cui si esibisce, da solo, alla voce e alla chitarra acustica. Una musica assolutamente essenziale, per apprezzare la quale sarebbe necessario conoscere anche i testi: ma dato che sono tutti in finlandese, devo purtroppo confessare di non avere
(Target Distribution / Mighty Music) Importante passo avanti per i Danesi Plöw. Album di debutto, full length, prova pratica di devastazione sonora. Rispetto all’EP “Bicentennial Picnic” di oltre un anno fa, la band ha raffinato il suo suono, rendendolo più corposo, più sensuale, più tecnico… anche se sempre brutale, fondato su uno sludge/stoner spietato, scatenato, irresistibile. Le chitarre ritmiche sono feroci, estremamente heavy, mentre dei tocchi melodici rendono l’esperienza dinamica, pungente,
(High Roller Records) I Protector nacquero a Wolfsburg nel 1986, sono dunque figli dei primi passi dell’ondata thrash metal tedesca e infatti questo nuovo album, il primo dal 1993, lo dichiara apertamente. Nel 1994 la band si prese una pausa di riflessione, ma nel 2005 il cantante e membro originario Martin Missy, decise di darsi una mossa e ripartire, ma di farlo con lo svedese Carl-Gustav Karlsson (batterista nel giro di Grief Of Emerald e Mastema), Michael Carlsson (chitarrista, altro Mastema) e poi con l’aggiunta
(Cyclone Empire) Erano gli anni ’80 e vollero darsi il nome di Pentagram, poi dopo molto tempo scelgono di chiamarsi Pentagram Chile, per distinguersi, si narra, rispettosamente dai doomsters americani, e ben più noti, Pentagram. I Cileni solo adesso arrivano a sfornare un vero e proprio album in studio, dopo una sequela di piccole produzioni e una vita nell’underground. Eppure di loro spesso si è sentito parlare, nelle fanzine e siti web amatoriali, insomma nelle nicchie underground.
(Blast Head Records) Emirati Arabi Uniti, non proprio la culla del death metal ma non ha importanza. Si, i Perversion vengono dall’assolato paese arabico e “Pillars of the Enlightened” è il debutto, il quale segue un EP. I tre musicisti si cimentano appunto nel death metal, quello di tipo muscolare, ottuso nella sua violenza, fatto di tappeti ritmici che si alzano e si abbassano nei toni, mentre nella velocità e aggressività sono pressoché costanti. Riffing di natura classica, molto lavorato però.
(Autoproduzione) Doveva arrivare il grande passo per i Perceverance. Andava compiuto. Dopo l’EP (più un demo a dire il vero,
(Ektro) Combo finnico arrabbiatissimo e quasi quanto i Discharge, perchè i Perikato ricordano proprio la storica band hardcore inglese. “KovatAjat” è un mini EP di nove canzoni tutte segnate da una marcia invasata e rabbiosa, portata avanti da voce, chitarre e base rimtica a testa bassa e con ostinata aggressività. La batteria segna alcuni passaggi in blast beat, i quali sembrano un mitragliare devastante e rendono ancora più sconquassante
(Bakerteam Records) A causa del cambiamento di 4/7 della lineup, i Pursuing the End del 2013 sono ben diversi da quelli dell’anno scorso (che ho recensito
(Listenable) A mio avviso i Panzerchrist sono tra le migliori band estreme in circolazione. Magari non hanno l’appeal di altri fenomeni del genere death/blackened, ma non mi si controbatta alla qualità che i danesi hanno sempre manifestato nei loro pezzi. Questo settimo lavoro (ofefnsiva, che titolo superbo e minaccioso) squarcia un po’ le tematiche estreme e pone sonorità più malleabili, meno serrate, meno cupe,
(Transcending Obscurity) La cartella stampa parla chiaro: un massacro dove nessun uomo rimarrà in piedi. Rimarranno solo ossa e polvere. Descrizione perfetta per un death metal devastante, tecnico, veloce, fulmineo. Una tortura sonora travolgente che rende questa band polacca un esempio di totale devastazione, annientamento, massacro. In poco più di mezz’ora scatenano un inferno inimmaginabile, un abisso
(Autoproduzione) Malvagità senza compromessi. Una costante sensazione di vicinanza agli inferi percettibile durante questi cinquanta minuti abbondanti caratterizzati da un black metal poderoso, ricco di groove, ricco di idee, circondato da tastiere sulla scia dei vecchi Dimmu Borgir, di Emperor, di Naglfar. Molta melodia coinvolgente, molta ritmica attraente, rendono “The Faustian Disciplines”
(W.T.C. Productions) Malvagio. Violento. Ispirato dall’oscuro. “Surrealist Satanist” non lascia spazio a nessun senso di pace, di pietà, di calma. I blacksters tedeschi, ormai con molti anni di attività sulle spalle, ritornano con il terzo full length il quale rimane fedelissimo ad uno stile cattivo, sporco, pieno di riff malati e veloci,
(Autoproduzione) “Ascent” è il secondo EP per questa band russa, mentre il precedente prende a nome quello della formazione. La direzione dei Promise To Take è vicina al death-thrashcore con alcuni lievi flussi di metalcore, soprattutto per alcuni breakdown o qualche inserto melodico nei ritornelli. “Cold Blood Poetry” è una
(Erga Editions) Un teatro del Metal. Deve essere l’idea fissa di questo strambo artista italiano (precisamente di Genova) che già nell’ormai lontanissimo 1980 (annus mirabilis) aveva intitolato il suo primo disco “Perseo Miranda and His Theatre “. Il disco infatti riprende le sonorità del Precedente “Firmament” del 2011, e il tratto
(Autoproduzione) Per Fredrik Asly, in arte Pellek, è un giovane vocalist norvegese che, nel suo paese, si è fatto notare con l’apparizione a programmi televisivi dedicati ad artisti emergenti. Canta inoltre nei Damnation Angels, band che ho recensito
(Napalm/Audioglobe) La Napalm deve puntare moltissimo sul suo nuovo acquisto Powerwolf: pensate che fra i vari formati in cui è venduto il loro quinto disco, “Preachers of the Night”, c’è anche una ‘altar edition’ di sei chili, completa di doppio cd, doppio vinile, card autografata, candele nere e non so cos’altro! I lupi tedeschi,
(Sociopathic Sound Records) Zozzi e marci. Sporchi e irriverenti. ironici e fottuti! Grinders di Birmingham che per 17’ in questo EP senza titolo spaccano i timpani con grindcore annacquato da brutal death metal e bordate crust. Alcuni brani introdotti da scherzi telefonici, con a tema la parola “pig”, tanto per rendere
(My Kingdom Music) Non ha importanza sapere chi ha etichettato i PTSD come alternative metal, ma l’impressione è che la band italiana viaggi negli schemi di un progressive leggero e che gioca ad alternare scenari, atmosfere e melodie. Incrocio di stili e sonorità attraverso strutture comunque moderne.
(Vic Records) Anni e anni fa l’Olanda possedeva un manipolo di band metal di tutto rispetto o addirittura epocali (Asphyx), cioè hanno dato qualcosa di concreto alla scena, altre invece sono state celebrate come delle promesse, ma il tempo le ha dimenticate perché scomparse dopo una breve vita o poco prolifiche.
(Avantgarde Music) Un inferno terrestre che diventa abisso infinito dell’universo. Sensazioni fredde. Un freddo digitale. La vita diventa impossibile. Il concetto di vita è estinto. Negazione dell’umanità. Assenza di luce. Anime che si dissolvono. Rimangono solo macchine che dominano uno spazio sconfinato.
(Old School Metal Records) Avrete già capito che nel nome della band SF sta per San Francisco, dunque un modo esplicito per i Potential Threat SF di dichiararsi appartenenti al thrash metal con orgoglio ed esperienza. La band ha sulle spalle ben 27 anni di attività ma il primo album è del 2009 e
(SPV/Audioglobe) Ricordo che, qualche anno fa, comprai con grande fiducia “Human Parasite”, il secondo disco dei melodic metallers tedeschi Powerworld: mi avevano colpito alcuni dei nomi coinvolti, come quello del singer Andrew MacDermott (tragicamente scomparso nel 2011) o quello
(Metal Mind Records) Doogie non ha bisogno di presentazioni. È una leggenda. Ha una voce superba, unica, inimitabile. Tutti lo conoscono: Malmsteen, Blackmore, Cornerstone, Tank. La Paz è una band formatasi in Scozia, una di quelle band che per strani giochi del destino non ha mai raggiunto il successo.
(Minus Head Records/Graviton Music S.) Mettendo insieme Kurt Brecht voce e carismatico elemento dei D.R.I. e una buona parte dei Dead Horse, cioè Ronnie Guyote alla batteria, Scott Sevall e Greg Martin alle chitarre e Bubba Demis dei Verbal Abuse al basso, si ottengono i Pasedana Napalm Division.
(Radioactive Records) Sporchi e dannatamente potenti. Discendono dall’Olanda, sono solo in tre ma si fanno sentire davvero forte. Propongono uno stoner rock che va verso la sua evoluzione naturale. Si scostano dai canoni ben definiti del genere, ed iniettano componenti blues, rock e punk, mantenendo connessioni stabili
(High Roller Records) Ai cileni Procession bastò il primo album, “Destroyers of the Faith”, per procurarsi una vasta base di fan in tutto il mondo: ricordo ancora come fu trionfalmente pubblicizzata la band in occasione di un Keep it true di qualche anno fa. Dopo qualche altro prodotto minore, i sudamericani
(Cyclone Empire) Rogga Johansson è puntuale e sistematico come le tasse. Ritorna sempre! Un nuovo album con i Paganizer, forse la band, il progetto più intimamente vicino alle sue coordinate musicali, fatte di un death metal svedese della prima era e che negli anni è rimasto nel filone old-style
(Misantrof ANTIRecords) Queste righe sui Profane Prayer mi permettono di fare un discorso semplicistico, banale, forse sbagliato, ma è una totale riflessione in libertà. Fare un buon album non dovrebbe poi essere difficile! No? Se la band ha gli elementi che sanno padroneggiare sufficientemente
(Black Axis Records) 18’51” è la durata della prima delle due uniche tracce di questo nuovo album dei Pombagira. “Maleficia Lamia”, questo il titolo, esordisce con una distorsione, un rumore, che si gonfia e lasciare poi il posto ad una sommessa, cupa e doom/sludge atmosfera, dove il basso e le chitarre sprigionano note
(Sliptrick Records) Esordio per la band turca Pitch Black Process (che in realtà ha un passato di tutto rispetto col nome Affliction), sotto il vessillo di un’etichetta italiana. La Sliptrick Records allarga dunque il proprio roster abbastanza variegato. Il melodic death metal dei Pitch Black Process è di taglio moderno
(Revalve Records) Il metal italiano ha una nuova e spiazzante realtà che destabilizza ogni etichetta scontata e possibile. In realtà i Phobic Pleasure magari non saranno la “next big thing” italica, ma non penso che passeranno inosservati, nel bene o nel male. Il raggio d’azione dei vicentini è ampio.
(Autoproduzione) Il progetto ligure Perceverance vede in azione, tra gli altri, Michele Alluigi (Icethrone, Mystical Crisis e collaboratore di diverse metal webzine, tra cui la nostra) in un solido thrash metal, modellato anche attraverso la produzione di Gianluca Tamburini
(F.A. Records) La tradizione del thrash nel Nord Europa è particolarmente sentita, basta pensare alla grande scena tedesca che si è sviluppata negli anni ed a quanto essa si sia espansa anche oltre i confini tedeschi. I Project Pain infatti sono olandesi ed in questo loro
(Memorial Records) Quante volte ho letto che gli artisti vedono la realtà in modo diverso? Il requisito dell’artista è questo: osservare la realtà ma valutarla e comprenderla in modo differente. Gli Psychofagist non sono da meno e la loro musica, la quale chissà da cosa derivi