Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
ERNTE – “Weltenzerstörer”

(Vendetta Records) È un progetto ricco di energia quello degli svizzeri Ernte, band formata dal poliedrico artista V Noir (da sempre impegnato con musica ambient, foto, dipinti e arti grafiche, oltre ad essere anche l’unico componente degli Häxär) impegnato in composizioni, chitarre, programmazione e pure registrazione più mix, affiancato da Askahex (Nadine Lehtinen, anche degli Ashtar, ex shEver), la quale oltre agli occasionali violini -suo strumento principale- offre linee vocali growl/scream che fanno tremare le fondamenta sulle quali si erigono molti vocalist maschili sulla scena black. (altro…)

(Ulterium Records) Dave Harvey, chitarrista, è l’unico elemento a non essere cambiato nel ritorno della formazione texana dedita al melodic power metal di concezione christian metal. Millennial Reign sono oggi al quarto album dal 2010 e considerando che “The Great Divide”, il precedente album
(Debemur Morti Productions) Nuova Zelanda, 2002, nascono gli Ulcerate e negli anni il nome ha preso piedi un po’ in tutto il mondo grazie al death metal proposto spesso in una maniera un po’ avant-garde, sopra le righe. Insomma, un death metal di ampio respiro e meno prevedibile del previsto. “Cutting the Throat of God” è 

(Auerbach Tonträger) Maestri, poeti e cantori, ovvero una divinità lombarda che offre all’umanità una nuova opera. Il dark-neofolk/musica da camera dei Camerata Mediolanense – il nome vuole appunto dire ‘gruppo di musicisti da camera di Milano’, prendendo a prestito anche il concetto di ‘camerata’ da un manipolo di letterati 
(Godz Ov War Productions) Nel 2023 un EP, “IEI”, e quest’anno il debut album per Zørza, musicisti della Polonia dediti al post black metal. Suoni grintosi, squillanti, una voce in uno scream bruciato e scatenato. Si muovono su coordinate post black metal i Zørza, nonostante l’impalcatura dei pezzi siano basati su fasi 
(Heavy Psych Sounds) La Heavy Psych Sounds Records ristampa i due album della Orquesta Del Desierto, band di Palm Desert in California, fondata da Dandy Brown (Hermano) con l’ausilio di membri dei Queens Of The Stone Age, Kyuss, Stone Age e altre band.
(Pelagic Records) I belgi Hippotraktor, sono di Malines – o Mechelen, a seconda se usiate il vallone/francese o il fiammingo – e rappresentano una vivace realtà, non solo del panorama prog-post metal belga che sembra in un periodo interessante, come in generale quello europeo, nel quale si aprono a forti influenze e concezioni
(Sneakout Records / Burning Minds Music Group) Un trio esplosivo, intenso, dominato dalla potente voce della front woman Elle Noir: gli Anims sono hard rock, sono metal, sono heavy, ma riescono anche ad avere quel provocante tocco bluesy che il timbro vocale di Elle riesce a materializzare. 


(Violence in the Veins) Il secondo capitolo nella storia degli italiani Zolfo altro non fa che confermare quel sentore malsano, putrefatto, sulfureo, confinato in paludi malsane, tra miasmi soffocanti e deviazioni al limite della perversione omicida, tutte sensazioni reperibili anche
(Godz Ov War Productions) Pericoloso e maligno trio polacco che sigla un secondo album quattro anni dopo il debut e due dopo un EP. Königreichssaal suonano un black metal dal viraggio post, con una certa tensione e ansia che avvolge queste sonorità spigliate nonostante spesso si allaccino a tempi bassi o medi. Distorsioni
(Reigning Phoenix Music) Questa formazione statunitense ha piazzato sul mercato ben due EP ma tra il 2016 e il 2021. Curioso ma non una scelta discutibile perché lanciarsi subito in un debut album senza aspettare che la creatività lieviti e si affini per raggiungere livelli solidi, è qualcosa che alla lunga si paga.
(Massacre Records) Settimo album in carriera per la band statunitense Holy Mother, autrice di lavori power metal che in questo ultimo album “Rise” denota invece un certo e inatteso stile. È qualcosa di personale, per una decina di pezzi variegati, con scelte di arrangiamento che portano il tutto fuori da schemi strettamente
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Si va al di là del mare, dell’orizzonte. Luoghi battuti anche da venti inclementi e nei quali marinai ambiziosi e coraggiosi vanno in contro. “Ciel Cendre et Misère Noire”, ‘cielo cenere e miseria nera’, si svolge in un oceano, attraverso una storia definita dal cantato di Adèle Adsa. Lei è una sorta di demone: il suo registro vocale è in scream o ringhiante e sembra quasi demoniaco. In alcuni frangenti la Adsa lancia degli strilli impressionanti. Al contempo dietro a questa vocalità c’è un mélange tra death-black-thrash, ampie linee melodiche e approcci sparsi di natura technical o prog. Non sempre i parigini Houle viaggiano su tempeste infuocate, riescono anche a creare frammenti di atmosfera per rendere da una parte la sezione canora adattata ai testi, dall’altra per avere più ponti per allacciare le diverse parti estreme, saettanti e infuocate. Melodicamente la band riesce a stare nell’ambito di un melodic blackened metal con qualche variazione in stile pagan, in ciò proprio i testi, almeno da uno soltanto intercettato per iscritto, hanno il focus non definitivamente sull’oceano ma certamente è l’essere umano il protagonista e sua la sfida che sente dentro e vive nelle sue avventure. Musica, un idea testuale e un sapere rendere tutto al massimo grado in “Ciel Cendre et Misère Noire”.
(Darkness Shall Rise Productions) Tra le prime band dell’ondata death metal svedese degli anni ’90, Desultory nacquero infatti nel 1989 e così l’anno seguente, nel 1991 e infine nel 1992 pubblicarono rispettivamente tre demo. “From Beyond”, “Death Unfolds” e “Visions” vengono raggruppati in questa raccolta denominata 




(Darkness Shall Rise Productions) I fratelli Erik e Per Gustavsson riproposti dalla Darkness Shall Rise. I due svedesi nel 2007 hanno infatti pubblicato il loro ultimo album e ora dopo anni la compilation “Unholy Death” che riprende il titolo del demo del 1993. La compilation riporta in sé quattro pezzi del
(Osmose Productions) Dagli anni ’90 a oggi Tsatthoggua, un nome che deriva dagli scritti di Howard P. Lovecraft nonché Clark Ashton Smith e loro discepoli vari, hanno pubblicato solo tre album. Del resto la band ha subito una battuta d’arresto per diversi anni, rimettendosi in moto
(High Roller Records) I Cloven Hoof, nella fattispecie i Cloven Hoof di Lee Payne, bassista e ormai ultimo elemento rimasto ad oggi dalla fondazione, è una band che ha tenuto sempre alto il suo standard o quanto meno ci ha provato. Reclutando oggi Harry Conklin dei Jag Panzer, gli inglesi continuano 

(Listenable Records) My Diligence si avventurano in territori ignoti, stranianti, dove vige un clima dimesso, piuttosto malinconico e forse paranoico. Non si respirano sensazioni positive in questo shoegaze/post rock con sporadici innesti noise e semi-psichedelici. Spesso le partiture dei pezzi si dilatano ed ecco che da fasi
(Edged Circle Productions) Nuovo, ennesimo, EP di Hoest (Taake) e soci, ovvero Thurzur e Skagg (Infernal Manes, Taake e altri). “Seven Are They” è costituito da una intro e due pezzi. La sessione introduttiva è un collage lirico-operistico conturbante che lascia supporre come ciò che seguirà potrebbe essere qualcosa di
(Chaos Records) Progetto attivo da pochissimi anni e con già due cambi di nome alle spalle, cioè Odium e Rotten Incarnation, i Black Wound pubblicano infine dopo lavori minori il loro primo album. I Black Wound sono una death-doom metal band dai suoni oscuri, quasi sludge, densi di groove, dalle andature basse e accelerazioni
(Hammerheart Records) Il canadese Daemonskald ritorna con un nuovo album del suo progetto Sig:Ar:Tyr. Il nome deriva dall’autore fantasy Michael Moorcock, il quale descrive una battaglia tra forze metafisiche del Caos e della Legge per mantenere l’equilibrio nell’Universo. IN pratica SIG, AR e TYR sono