RITUAL – “The Story of Mr. Bogd – Part 1”

(Karisma Records) Per quanto Ritual sia un moniker probabilmente abusato in ambito metal (e varie derivazioni), nel caso di questa band svedese, probabilmente poco conosciuta a queste latitudini, siamo invece davanti ad un pregiato esempio di prog rock, ricco di divagazioni le quali spaziano dal rock più vintage fino al metal più moderno, passando per una galassia di spunti folk, in una continua fusione melodica e ritmica incredibile, il tutto per un altro concept album, il primo non ispirato (come fu per i precedenti 4 dischi, ultimo dei quali uscito 17 anni fa) alle novelle della fu Tove Jansson, scrittrice finlandese di lingua svedese, creatrice della serie per l’infanzia “Mumin”. (altro…)


(Century Media Records / Sony Music) Quando recensimmo l’album di debutto “Moribund” (Edged Circle Productions, recensione 

Pazzesco. È trascorso un altro anno. Un’altra completa sequenza di quell’illusoriamente eterno scorrere delle stagioni. Rieccoci qui… un’altra edizione, ancora una volta l’organizzazione si inventa un qualcosa di immenso, dando vita all’ennesima edizione di un fest tanto grande quando intimo, dove i fans sono più un’invasione di amici che un noioso flusso di semplici avventori.
(Nuclear Blast Records) “Somewhere Far Beyond” è il quarto disco dei Blind Guardian; uscito nel 1992, l’album segna una svolta nello stile della formazione di Krefeld, dopo il power speed metal dei primi due lavori “Battalions Of Fear” e “Follow The Blind”, aumentando sensibilmente le parti epiche e corali che cominciavano già a fare capolino nell’interlocutorio “Tales From The Twilight World” ed inaugurando un periodo di grazia ed ispirazione, culminato nel capolavoro “Imaginations From The Other Side” e nell’ambizioso epicissimo e meraviglioso “Nightfall In The Middle Earth”.
(Century Media Records) 1994. Il black metal nordico imperversa. Dalla nativa Norvegia all’esordiente Svezia, la musica delle arti oscure si espande, dilaga, esaltando un pubblico che si trova finalmente davanti ad un metallo che non nasconde le vere intenzioni, che non finge: finalmente il culto di tutto ciò che appartiene alle tenebre diventa musica, diventa spettacolo, uscendo dalle dimensioni tetre che lo hanno generato. 
(Totem Cat Records) Non potevano scegliere un titolo migliore per l’album gli statunitensi Black Pyramid, considerando sia la durata titanica del disco, sia perché sono passati ben undici anni dalla loro ultima fatica “Adversarial”. 




(Hells Headbangers) I Blood Feast sono una garanzia! Dopo una prima parte di carriera caratterizzata dai due album “Kill For Pleasure” e “Chopping Block Blues” e da un EP intitolato “Face Fate”, considerati dei classici minori da ogni amante del thrash che si rispetti, la formazione statunitense torna solo nel 2017 con l’ottimo come back “The Future State Of Wicked”, seguito l’anno dopo dall’EP “Chopped, Sliced And Diced” (recensione 



