
Il tour tra i californiani Total Chaos e gli italiani Svetlanas fa tappa allo Scumm di Pescara per una delle sole due date italiane della band capitanata da Rob Chaos, accompagnata per l’occasione dalla compagine milanese. La serata vede sul palco anche i Voiceless come band di apertura e apripista dell’evento, per un appuntamento all’insegna del punk rock più puro.
La Cave Room dello Scumm offre l’opportunità di stare a stretto contatto con i musicisti: il contatto diretto tra palco e pubblico, unito alle sonorità e all’attitudine del genere, rende la situazione perfetta, amplificata anche dall’ottima acustica del locale.
La serata prende forma con le prime note dei Voiceless che, con il nuovo singolo Failed, aprono le danze con un punk rock crudo e diretto, in pieno stile Hellcat Records, a metà tra Rancid e Social Distortion. La band, che ha base tra Chieti e Pescara, difende egregiamente il proprio status di realtà locale: il loro è un live set senza fronzoli e ben suonato, un mix di punk rock di matrice californiana dei primi anni ’90. Come già dimostrato recentemente al “Morro D’Horror”, i Voiceless sfoderano una prova compatta, a dimostrazione che anche tra Pescara e Chieti si può produrre un suono che non ha nulla da invidiare a quello di Orange County.
Nella scaletta trova spazio anche una cover dal sapore speciale: per cantare Cheaters Never Lose (singolo pubblicato nel dicembre 2012 con l’omonimo album), i Voiceless invitano sul palco entrambi i chitarristi e cantanti dei Radio Shakedown, autori originali del pezzo. Un omaggio significativo a una band importante per la scena locale, che chiude nel migliore dei modi il loro live set.
Tracklist Voiceless:
Failed
Sick
M.D.G.
Nothing to Lose
On the Way Back
No More Teenage Bands
25 Stickers
New song (no title)
All is Faster
Waiting for a Better Day
Leaves Behind
Suic(h)ide
Sweat Folks
Fight Against Pussies
The Biggest Change
Cheaters Never Lose (Radio Shakedown cover)
Subito dopo sale sul palco la formazione milanese degli Svetlanas, capitanata da Olga alla voce: un vero turbinio di emozioni, espressioni e urla liberate senza filtri. La cantante si mostra sul palco lontana dagli standard di perfezione preconfezionati, offrendo un’esplosione di pura energia e ricordando a tutti di non opprimere il proprio essere libero e selvaggio. Questo concetto si traduce in un hardcore punk contaminato dal rock ‘n’ roll, caratterizzato da testi impegnati e da un’attitudine invidiabile.
Il live degli Svetlanas è un’esperienza non solo musicale, ma quasi teatrale, grazie alla presenza scenica di Olga, alle sue movenze, alle smorfie e al suo particolare accento nel cantare in inglese. È una band che dà il massimo della propria espressione proprio dal vivo e la risposta del pubblico è spontanea. La scaletta propone ben 15 tracce che ripercorrono l’intera discografia del gruppo: da Disco Sucks, con brani come Jump e All I See is Red scelti per aprire le danze, a canzoni come Pit Stop e Coca Cobra tratte da The Aliens Blues, fino a pezzi come Put Your Middle Finger Up e Negative Approach presenti in This is Moscow Not LA (album del 2016 che vede la collaborazione di Nick Oliveri al basso, diventato poi membro stabile della formazione in studio). Un concerto degli Svetlanas va visto, sentito e vissuto; leggerne o farselo raccontare è sicuramente la parte meno entusiasmante dell’esperienza.
Tracklist Svetlanas:
Intro
Jump
All I See is Red
Pit Stop
Alien’s Blues
Never Sleep Again
Spit on Your Mothers Face
Mirror Discipline
Pussification of Punk Rock
Coca Cobra
Put Your Middle Finger Up
Smile for the Camera
Negative Approach
Don’t Do It
Pyromaniac
God8cops
Infine, sul palco iniziano a intravedersi creste, spike, anfibi e cinture borchiate. Direttamente dalla Pomona Valley arrivano i Total Chaos, con il logo della band ben visibile sullo sfondo e quella “A” cerchiata che non lascia spazio a dubbi. Il gruppo, pilastro dello street punk americano attivi dal 1988, si è sempre contraddistinto per i testi impegnati a livello sociale e politico e per l’approccio fortemente critico nei confronti del potere. Le urla del fondatore Rob Chaos dominano la scena su sonorità che strizzano l’occhio all’hardcore e al metal (basti pensare alla loro partecipazione alla compilation Punk Tribute to Metallica con la cover di One, riadattata in chiave antimilitarista).
Il live è un tritacarne di riff, assoli e una batteria martellante che non sbaglia un colpo. Menzione speciale per Rob Chaos, impeccabile sia a livello vocale sia nella gestione del palco. L’intera scaletta conferma lo status dei Total Chaos tra le migliori band del panorama punk mondiale. Dopo i primi accenni di pogo, il pubblico si scalda definitivamente sulle note di Complete Control: nel pit prende forma la classica scompaginazione dei concerti punk, restituendo quel feeling delle origini in cui band e pubblico creano insieme l’evento. Divertente il siparietto dei vari “grazie mille” pronunciati con forte accento americano e di un Rob Chaos che scambia lo spagnolo per l’italiano, esordendo con un “Muchas gracias amigos”. La scaletta è un susseguirsi di pezzi storici e ritmi serrati che coprono la lunga discografia dei californiani: da Pledge of Defiance a Punk Invasion, fino all’immancabile Riot City, dove il microfono diventa ostaggio dei presenti per i cori finali. Un live set che non ha deluso le aspettative, nonostante i vari cambi di line-up della band nel corso degli anni.
Tracklist Total Chaos:
Voice of the Streets
What you Gonna Do
Police Rat
Complete Control
Squatters Song
Pledge of Defiance
Be What you Want
Nation of War
Lost Boy
Punk Invasion
Running With the Youth
Streets Punks
Horror Visions
Riot City
Boot Party
(Luca “Frankie” Luzi)




