DEAD CHASM – “Spectral Tyranny” (EP)
(Transcending Obscurity Records) “Spectral Tyranny” è il secondo EP pubblicato dai Dead Chasm, anche autori dell’album “Sublimis Ignotum Omni”. Il trio (altro…)
(Transcending Obscurity Records) “Spectral Tyranny” è il secondo EP pubblicato dai Dead Chasm, anche autori dell’album “Sublimis Ignotum Omni”. Il trio (altro…)

(Century Media Records / Sony Music) In tutta sincerità davo ammettere che mi sono avvicinato a questo album nutrendo aspettative piuttosto basse; sono passati otto lunghi anni da “Strengh In Numbers” (recensione qui), un lavoro che, pur non facendo gridare certamente al miracolo, ha avuto almeno il pregio di rialzare parzialmente le quote dei The Haunted dopo due release a mio modo di vedere scadenti come “Unseen” ed “Exit Wound”. (altro…)
(Fastball Music) È un esordio quello dei The Light, band tedesca che vede Alex Scherz al basso e Holger Terhorst alle chitarre. Due vecchi compagni di altre avventure musicali, affiancati dal cantante Nick Antonelli. Questo full length omonimo esplora territori (altro…)

(Prophecy Productions) Quinto album ma il primo con la prestigiosa Prophecy Productions, etichetta che sembra metter sotto contratto ogni act capace di uscire dal coro, di suonare poco convenzionale, anche se indiscutibilmente estremamente efficace. (altro…)

(The Dead Daisies Pty Ltd / SPV) Ne parlavo proprio con Dough Aldrich un paio di mesi fa (proprio qui): Corabi è la voce perfetta per un blues pesante, graffiante, polveroso e decisamente scatenato! Dopo sette album, ecco l’album di cover… ma non tappa buchi, non certo un album di cover qualunque! (altro…)

(Non Serviam Records) Tornano dopo tre anni dal debutto gli italiani Svart Vinter, band fortemente ispirata la black scandinavo anni ’90, con un sound fortemente atmosferico il quale predilige una profondità precettiva alla solita prevedibile velocità. (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Sono la rappresentazione del black metal ma nella sua forma più dissoluta, violenta e apocalittica. Questa formazione finlandese giunge al suo secondo full length e sembra che lo abbia inciso all’inferno. I suoni sono (altro…)
(Fuzzed And Buzzed Records / Majestic Mountain Records) Pubblicato autonomamente l’album d’esordio “Willow” quattro anni fa, i canadesi Witchrot si accasano con la Fuzzed And Buzzed Records per la distribuzione USA e la Majestic Mountain (altro…)

(Nuclear Blast Records) Sono passati ben cinque anni dal magnifico “Solitude In Madness” (recensione qui), ultimo album di inediti dei Vader, un lasso di tempo piuttosto lungo, considerando la prolificità a cui la formazione capitanata dall’inossidabile Peter ci ha abituati da inizio millennio in poi. (altro…)
(Reigning Phoenix Music) Tanti e tanti anni fa gli Onslaught di Bristol suonavano punk e hardcore, poi furono deviati dal thrash metal e sono stati tra i pochi in quella nazione, a recepire quel messaggio arrivato da oltreoceano e farne un motivo di vita (altro…)

(Punishment18 Records) Giungono al terzo album i piemontesi Evilizers, quattro anni dopo il convincente “Solar Quake” (recensione qui), un lavoro in cui è palese l’amore della band per il metal ottantiano, in particolare per Judas Priest e Iron Maiden, senza disdegnare qualche piccola incursione nel thrash; (altro…)
(Heavy Psych Sounds) I Witchcraft sono lo svedese Magnus Pelander, chitarrista e voce, corredato da un bassista e un batterista. Con “Idag”, settima opera in carriera, i Witchcraft di Pelander sono una trasposizione personale del doom/hard (altro…)

(Hostile City / SXE / Believe) Virtuosi, complessi, superlativi, noti proprio per la loro musica senza confini, universalmente definita jazz-metal, visto che sanno unire sonorità pesanti e shred a tutte quelle partiture e suoni tipicamente di scuola jazz. (altro…)

(Dark Essence Records) Formatisi cinque anni fa a Oslo, escono finalmente dal limbo debuttando direttamente con l’iconica Dark Essence Records, una etichetta ttenta a sonorità molto più vaste rispetto al nucleo black metal che la caratterizza. I Feversea, infatti, sono riconducibili al filone post metal, e questo per il semplice fatto che non c’è una vera definizione di genere musicale capace di descrivere una band come questa; (altro…)

(Century Media Records / Sony Music) Un sound moderno, appartenente ad un metal attuale, spinto tuttavia verso dimensioni cosmiche, futuristiche. Atmosferici, teatrali, ricercati nel senso che dimostrano di saper ottenere belle canzoni cercando sempre il risultato finale, la visione d’insieme, una globalità concettuale e non un mucchio riff unici o melodie identificative spinte a calci dentro una canzone. (altro…)

(Scarlet Records) “Next In Line”, il prossimo… ma anche un ‘avanti il prossimo’… chi si fa sotto? Chi le vuole prendere? Questo è Terence Holler e questo è il nuovo album dannatamente autobiografico, una biografia che è un assoluto disastro, costellata di casini, di delusioni, di grandi errori. E di di grandi successi. (altro…)
(Dusktone) I sacerdoti del culto Morcolac sono alquanto laboriosi. Dal 2021 a oggi tre album e un EP. “Sanguinaria” è dunque l’ultima missiva di questo trio devoto al black metal con la sua eccezione symphonic. “Sanguinaria” è il black metal nella sua versione (altro…)

(Nordvis Produktion) Torna il duo americano folk, che già ebbi il piacere di ascoltare di “Heart of Akamon”, uscito dieci anni or sono (recensione qui ). (altro…)

(Karisma Records) Si sono formati nel 2013 in Svezia e sono una band progressive rock che si è ritagliata un posto di rilievo nel panorama del retro prog, del folk rock scandinavo e pure del krautrock. (altro…)

(Meara Music) Secondo full length per Wretched Path, formazione finlandese composta da musicisti provenienti da formazioni thrash e death locali come Warmen, Pestigore, Tukkanuotta e Born Of Thorns, uniti dalla comune passione per il death metal nordico old school, così diverso sia da quello attuale, affine allo stile americano che da quello proposto dagli Amorphis ad inizio carriera. (altro…)
(Everlasting Spew Records) Quattro pezzi preceduti da un’intro, formano questo secondo EP dei Cartilage, già autori di due album e paladini di un death-grindcore con occasionali riflessi gore. Questi sanguinari di San Francisco pestano con forza ma attraverso (altro…)
(Century Media Records) Stu Folsom si diverte un mondo a suonare il suo death-western e per tanto il terzo album degli SpiritWorld, dal 2020 a oggi, è una nuova sintesi di questo divertimento. Gli SpiritWorld mischiano le carte nelle loro canzoni per le quali (altro…)
(Me Saco Un Ojo / Pulverised Records) Tibor e Lambert pubblicano il secondo album come Rothadás, suonando qualcosa tra il death e un doom metal dai contorni oscuri e cupi. Il riffing è robusto e con distorsioni cavernose, affiancato da un drumming volubile e un (altro…)

(Auerbach Tonträger) Sono passati ben dodici anni dal loro precedente lavoro, dal loro precedente capolavoro, quel “There Is Light In The Body, There Is Blood In The Sun” del 2013 (recensione qui) per il quale ebbi pure il piacere di intervistare la band (leggetela qui). (altro…)
(Darkness Shall Rise Productions) La vasta discografia degli Abigor si espande con una nuova voce, creata dalla tedesca Darkness Shall Rise Productions. Come da titolo, si tratta di una compilation (altro…)
(Xtreem Music) Era da qualche anno che gli Avulsed non pubblicavano un album e David Rotten e il resto della band, ormai completamente rinnovata, si ripresentano con qualcosa di concretamente genuino e valido. “Phoenix Cryptobiosis” piace da subito per le sue atmosfere lugubri, per quell’ascendenza di stile tipica del (altro…)

(Mighty Music) Giungono al quinto album i danesi Statement, fautori da sempre di un heavy metal roccioso e cadenzato dal forte appeal melodico. Rispetto al passato, “Sinister Thing” ha un taglio più dark, con melodie malinconiche, eppure dannatamente immediate ed ottimamente inserite in un riffing potente e catchy allo stesso tempo. (altro…)
(Scarlet Records) Sette anni di silenzio per i Black Majesty, questo è il tempo trascorso dal precedente album “Children Of The Abyss”. L’ottava opera della band australiana celebra il proprio power metal con dei termini di stile classici nelle melodie con evidenti influssi di puro heavy metal, ma con canovacci (altro…)

(Is it Jazz? Records) Con una copertina ancor più bella di quella del debutto omonimo (recensione qui), giungono al secondo disco i jazz-progster norvegesi Soft Ffog, la band composta da membri di altre importati realtà nordiche, quali Krokofant, Red Kite, WIZRD o Grand General. (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) È affascinante il secondo album della band internazionale (di origine tedesca) Khôra, fondata e gestita da Ole (ex Autokrator, ex Lycanthropy, ecc). Un black che esce dai suoi confini, invadendo ambiti sia sinfonici che progressivi, il quale comunque non lascia spazio ad alcunché di prevedibile, rendendo l’intero disco tanto difficile da capire e assorbire quanto immediato da fruire. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Premesso che dopo trentaquattro anni di carriera, dopo tredici album, Nergal con i suoi Behemoth ha il diritto di fare un po’ quel che gli pare e piace, ma questo nuovo album mi lascia leggermente senza parole, sia dal punto di vista positivo che negativo. (altro…)
(Folkstone Records) Un titolo fuorviante quello del nuovo album dei Folkstone, perché lascia pensare a qualcosa di bucolico o artistico. Il suo significato è però altrove. I Folkstone pubblicano un album dopo sei anni, con qualche correttivo e ritorno in formazione. I bergamaschi (altro…)