MONGOL, il nuovo video
“The Return”, il nuovo album della band folk metal canadese Mongol, è un concept sulla profezia mongola secondo la quale Genghis Khan tornerà dalla tomba per completare la sua conquista del mondo. Nell’album la band esplora come sarebbe il ritorno del Grande Khan nel mondo moderno. Il mondo ha due diverse percezioni dell’impero Mongolo, più credono si trattasse di un impero brutale e guerrafondaio; l’altra è relativa al fatto che si trattasse di un impero tra i più progressisti e liberali dell’epoca. Entrambe le opinioni sono vere e i Mongol cercano di incapsulare l’essenza di questa dualità nella loro musica. Ci sono melodie armoniche che sono in linea con la vasta gloria di un grande impero unito, con la bellezza selvaggia del territorio; ma ci sono anche ritmiche spietate che ricordano la spietata violenza della battaglia.
La title track è diventata un video: (altro…)
(Edged Circle Productions) Non è solo lo strampalato moniker che anticipa questi norvegesi. È la definizione del genere musicale suonato: ‘True norwegian black ‘n’ roll pop’. Pop? Si…e molto, moltissimo. Ma
(Heavy Psych Sounds) Bassista dei Kyuss, anzi dei Katzenjammer. Infatti era il 1987 e con lui suonavano John Garcia, Brant Bjork, Josh Homme e
(Iron Shield) Fin dalla discutibile copertina sono rimasto colpito dal debut dei Dungeon Wolf, trio della Florida che propone un us metal generoso ma, onestamente, a tratti improponibile. I nostri si lanciano con una passione quasi controproducente
(Autoproduzione) Noto con piacere che la scena black metal americana sta ultimamente crescendo, sia in fatto di qualità che di personalità della proposta. Se anni fa sembrava emulare la scena scandinava, negli ultimi anni le band statunitensi hanno imparato a
(Argonauta Records) Il peso massiccio delle composizioni della band di Pavia, il cui nome gioca tra la pronuncia inglese di “the owl” e la sua assonanza con il dialetto locale, nascono da un songwriting scartavetrato
(Massacre) Dopo dieci dischi (l’ultimo è il mediocre “
(Steel Records) Secondo album per Vandallus, band statunitense dedita ad un hard & heavy prettamente ottantiano e decisamente coinvolgente. Non a caso, alcuni membri del gruppo vantano esperienze con Eternal Legacy e Deadiron, quindi ci troviamo di fronte a musicisti
(Ukem Records) All’isola di Albione dobbiamo la nascita dei Wolfbastard, band di Manchester che con “Graveyard Sessions” arriva alla seconda prova di studio dopo il debutto omonimo del 2015. La formazione
(Autoproduzione) I peruviani Hamadria esordiscono a ben dodici anni (!) dal primo demo: “Reina azul”, ovvero ‘Regina azzurra’, è una discreta prova di power/gothic metal che non segue sempre la via maestra. Si parte proprio dalla titletrack,