ELIE ZOÉ – “Shifting Forms”

(Hummus Recods) Quarto album per questo interessante progetto svizzero. Rock, soft rock, rock alternativo, sempre farcito di idee interessanti, attraenti, con una visione introspettiva profonda e molto analitica. (altro…)

(Hummus Recods) Quarto album per questo interessante progetto svizzero. Rock, soft rock, rock alternativo, sempre farcito di idee interessanti, attraenti, con una visione introspettiva profonda e molto analitica. (altro…)
(Darkness Shall Rise) Peculiare il suonare dei Gorleben che presenta un doom metal di base con ampi frangenti atmospheric e spunti death metal, il tutto con qualche trovata avant-garde. Al secondo album, la band che prende il nome da una cittadina dell’ex Germania Est nella quale è sito un centro di smaltimento per rifiuti radioattivi, si presenta con (altro…)

(Svart Records) Un debutto dalla variegata Finlandia! Death? Black? Giammai… il trio dietro a questo moniker punta diritto a frequenze heavy rock, un po’ punk… decisamente proto-metal. Una band nata dalla noia pandemica, affermando che — visto quanto breve può essere la vita (concetto annegato nell’etimologia del moniker stesso) — è meglio fondare una band oggi piuttosto che domani; pertanto, se possibile, meglio si tratti di una band rumorosa, potente, capace di scolpire riff efficaci, senza un vero piano, senza una vera direzione che non sia dettata dall’ispirazione del momento. (altro…)
(Osmose Productions) Maledetti, ossessivi, infernali sia nel suonare che e nel cantare: Hammerfilosofi è qualcosa che si avvicina alla descrizione della dannazione eterna. Il black metal presentato nella sua maniera sulfurea, ereditato dalle cose più oscure del genere, suonato però con distorsioni fredde e pattern ritmici progressivi e nervosi. Si un debito con (altro…)
(autoproduzione) Pachidermico, lisergico e roccioso duo dall’esotico ed evocativo nome, Birds Of Nazca è infatti un riferimento al famoso altipiano desertico peruviano nel quale figure di animali, tra i quali anche uccelli, sono state disegnate con linee lunghe decine e centinaia di metri. Gli autori sono ancora oggi un mistero o comunque motivo di dibattiti che (altro…)

(High Roller Records) Entusiasmo, energia, divertimento… Queste sono le sensazioni che ho provato all’ascolto di “Unbound Triumph”, secondo full-length dei Sintage. La formazione tedesca sembra puntare molto su questo lavoro, ma allo stesso tempo traspare l’impressione che il quintetto di Leipzig si sia divertito un mondo a comporre questi otto brani che brillano per classe, aggressività e melodia, restando saldamente ancorati al metal tradizionale, muovendosi ora in direzione speed metal, ora in territori sleaze, flirtando talvolta con il thrash. (altro…)
(InsideOut Music) Oltre due ore immense (molto più di due ore nella versione Blu-ray), un concerto immenso dei norvegesi Leprous, in massima forma, carichi, capaci di trasmettere un fiume di emozioni amplificato dalla superba performance vocale di Einar Solberg, il quale oltre al falsetto ricorda a tutti che in certi passaggi in growl sono ancora ampiamente alla sua portata. Il concerto registrato si tenne il 7 febbraio scorso a Tilburg, in Olanda, al Poppodium 013, dove si svolge anche il Roadburn Festival. (altro…)
(Black Lion Records) I Centinex sono poco ispirati. La death metal band nata nel 1990 a volte ci ha consegnato lavori inaspettati, mostrando influenze o scelte stilistiche diverse dal suo solito. I Centinex sono stati anche questo, cioè cambiare le carte in tavola, per convenienza o convinzione. “With Guts and Glory” segna un ritorno per la band, il cui ultimo album (altro…)
(Nuclear Blast Records) Max Cavalera ha dato il meglio di sé nei Sepultura e nei Fudge Tunnel. Si riconosce ai Cavalera Conspiracy un buon momento, come l’esordio “Inflikted”, però Max Cavalera ha infine il peccato di essere ridondante, portando tutto ciò che fa a esaurirsi perché ripete quanto già fatto e fino allo sfinimento. Il resto fatto da Max, al di fuori dei contesti (altro…)

(Transcending Obscurity Records) Giungono al full-length di debutto i costaricani Perishing, nati nel 2023 da musicisti della scena locale già attivi in formazioni come Astriferous, Necrovoid e Mortual e con un demo all’attivo intitolato “Lutum”. (altro…)
(autoproduzione) Sterveling è un progetto dell’olandese M.vdW (Weltschmerz, Prospectors, ex Wesenwille) che dopo un demo e diversi concerti, pubblica il suo album di debutto contenente tre lunghe composizioni. Una registrazione spartana, tipica dell’atmospheric black metal più crudo e umorale come lo vuole l’antica tradizione. Poche andature dimesse si (altro…)
(Dusktone) Lo svizzero Reto Mäder (Ural Umbo, JeGong, RM74) crea questo progetto che forse non riceve una forma definitiva, se non dal momento in cui si aggiungono Jukka Rämänen (batterista di Hexvessel, Waste Of Space Orchestra, ex Dark Buddha Rising, Ural Umbo) e Marko Neuman (cantante, parte di Convocation, ex Dark Buddha Rising, Ural Umbo). L’interazione (altro…)

(Metal Blade Records) La Metal Blade Records si attiva per portare sul mercato e nella sola versione digitale, due lavori dei Wolfbrigade che quest’anno festeggiano i loro trent’anni di carriera. La band svedese nasce nella scena hardcore locale, a Mariestad, nel 1995 (altro…)
(Scarlet Records) Glasya è una band symphonic metal lusitana oggi al terzo album, con alla voce la notevole Eduarda Soeiro. I Glasya hanno realizzato un album che si discosta un po’ da quanto hanno fatto in precedenza. “Heaven’s Demise” nel 2019 è stato seguito da “Attarghan” nel 2022, un concept che si rifaceva all’antichità persiana e proponendo dunque (altro…)
(Scarlet Records) Esordiscono lo scorso anno con l’album “Powerlords” (QUI recensito) la band Elettra Storm, su iniziativa di Davide Sportiello dei SinHeresy. Come il precedente album, anche “Evertale” si colloca nelle produzioni attuali del power metal di tipo scandinavo e dunque di stampo melodico, con suoni ed effetti roboanti, riff che dosano forza, groove (altro…)

(ATMF – Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum) One-man band islandese (l’artista, Einar Thorberg Guðmundsson, è anche nei Fortíð e nei Katla., insieme all’ex Sólstafir Guðmundur Óli Pálmason, oltre a essere un ex membro dei Den Saakaldte) che giunge al debutto dopo il consueto percorso attraverso split ed EP. (altro…)

(BMG) La creatura di Wolfgang, figlio di Eddie Van Halen, continua il suo bellissimo percorso, giungendo a un ottimo terzo album: dieci brani frizzanti, moderni, intensi, veramente coinvolgenti fin dal primo ascolto. Certo, stiamo parlando di un figlio d’arte, ma questo ragazzo – dopo la parentesi nella band del padre – ha iniziato a camminare per conto suo, reinventandosi cantautore, suonando tutto da solo e realizzando musica molto bella, molto personale, senza assolutamente cercare la prevedibile similitudine con il pesante background della sua famiglia. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Estremi, contorti, aggressivi. Post-metal, hardcore, black metal, doom… la band inglese non ha paura dei limiti, se ne infischia dei confini, spingendo una generale aggressività sonora in ogni direzione, devastando e mietendo vittime senza prendere alcun prigioniero. (altro…)

(Avantgarde Music) Il neozelandese Mike Lamb (Sojourner) e la sudafricana Heike Langhans (Sojourner, ex-Draconian) sono una coppia, sia nella vita che nell’arte; il loro progetto Remina, concepito quattro anni fa, sta crescendo, tanto da aver passato la prova live, la pubblicazione di un disco e di un EP, e la consolidazione della line-up, visto che da un anno milita pure un batterista fisso (Shayne Roos), trasformando il progetto in una band a tre elementi. (altro…)
(Steamhammer) Gli instancabili Them tornano con il quinto album, ancora una volta immersi nella loro dimensione horror e fedeli all’influenza di Sua Maestà King Diamond. (altro…)
(Perception) Quegli adorabili e sempre bravi fricchettoni dei Siena Root, hanno pubblicato un delizioso live album. “Made in KuBa” è il resoconto di tre concerti tenuti al Kulturbahnhof di Jena, Germania e appunto abbreviato in KuBa, il tutto registrato su nastro e usando solo attrezzatura analogica. Sono dodici canzoni pescate in giro nella (altro…)

(Rare Diamonds Productions) “No, non è un nuovo album di Doro. Però è un ottimo biglietto da visita per il suo tour invernale, poiché siamo davanti a una release semplice, diretta, ma molto rappresentativa… quasi una pubblicazione pensata per far conoscere Doro a chi ancora non la conosce — ammesso e non concesso che queste persone esistano davvero! (altro…)

(Bleeding Heart Nihilist Productions) Secondo album per i berlinesi Norkh, a sei anni di distanza dall’ottimo debutto “Tides Of Acid // Piles Of Dirt”, caratterizzato da un black metal intransigente e d’assalto, nel quale erano la velocità e la violenza esecutiva le componenti principali delle composizioni. (altro…)
(Autoproduzione / Blood Fire Death) Secondo album per i catalani Saüc, a quattro anni dal debutto “Eterna”, un disco di ottimo heavy metal, con forti influenze thrash e cantato in lingua catalana. “Catarsi” mantiene una certa potenza, pur allontanandosi decisamente dal thrash, abbracciando un sound più moderno, capace di unire il metal di inizio anni ’90 con un approccio più aperto verso l’alternative e il progressive. (altro…)

(Back On Black) Inizia a carburare in maniera assurda la band di Melbourne, in quanto “The Ugliest Of All” rappresenta un vero atto di violenza ben espressa, lucidata, nei suoni, e al contempo resa come una valanga che segue un ordine predefinito. Alfieri del black-death metal in una maniera tecnica, cinica, esecutivamente calcolata, i Werewolves (altro…)

(Steamhammer) Tanti singoli, un solo disco prima di questo, anche se questa band messicana è in giro da oltre un decennio, un gruppo che nella sua storia ha anche vinto un Wacken Open Air Metal Battle nel 2017. Cambi di line-up (il cantante è al debutto con la band), il periodo buio della musica di qualche anno fa, persino un grave incidente stradale durante il tour con gli Anvil l’anno scorso… ma ciò che non ti uccide ti rende più forte, quindi eccoli qui, più fieri e potenti che mai. (altro…)
(Metal Blade Records) Negli ultimi dieci anni i Primordial hanno lasciato diverse testimonianze delle loro performance dal vivo, pubblicando dei live album. Ora si aggiunge questa release supportata dalla Metal Blade, la quale aveva già pubblicato un live tedesco della band irlandese nove anni fa, ovvero “Gods to the Godless” al Bang Your Head Festival. “Live in New York City” (altro…)
(Osmose Productions) Infernale e devastante “Primeval Cult of Strength in the Womb of Suffer”. Settima opera dei polacchi Kingdom, mostruosi e ormai rodati alfieri del death metal più spietato, spesso veloce, maleficamente brutale e inquietante. I Kingdom suonano in maniera sicura, tenendo alta questa atmosfera devastatrice, apocalittica esprimendo (altro…)

(Black Lion Records) Americani, di Philadelphia, freschi di formazione (2021), con l’album di debutto uscito lo scorso aprile, ora già mettono in giro un EP… o, per meglio dire, un singolo comprensivo di B-side, il tutto orientato alle storie di Conan il barbaro di Robert E. Howard… tematica perfetta per questo heavy power farcito di doom epico, che ovviamente si ispira ai maestri indiscussi quali i Candlemass. (altro…)

(Aural Music) Altri cinque anni sono trascorsi, ma ora ecco arrivare il quarto, immenso lavoro degli italiani Void of Sleep. Stoner e sludge stanno lentamente scomparendo, lasciando spazio a una dimensione musicale complessa, molto progressiva, ricca di ritmiche irregolari e sonorità eteree, in un turbinio di gelida oscurità che sa anche concedersi ampie divagazioni di matrice jazz, tanto che elementi come synth e tastiere sono stati usati anche in fase compositiva, e non solo per arricchire brani già strutturati. (altro…)

(Spinda Records / Stolen Body Records) Camille Goellaen Duvivier, organo e voce, Colin Goellaen Duvivier, batteria e voce, sono sorella e fratello con entrambi la passione dell’hard rock e il prog di decenni fa. “Deux”, cioè due, come gli album pubblicati e come i musicisti che formano appunto il duo francese. I Duvivier sommano la loro (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Quando il nome dell’etichetta già descrive perfettamente il sound dell’album pubblicato! Gli argentini Mephistofeles sono in giro da più di un decennio, sono devoti a sonorità psichedeliche, drone, stoner e doom, e non sembrano fregarsene di nulla, quasi vivendo nella loro nebulosa fatta di trip e miasmi stupefacenti. In curriculum vantano ben quattro dischi, l’ultimo dei quali “Violent Theatre” uscito nel 2022 via Helter Skelter Productions / Regain Records. (altro…)
(Signal Rex) A cinque anni dal complesso “Cosmogonie”, torna il duo francese con un’altra opera introspettiva, cupa, contorta, anche se in qualche modo più diretta, più immediata, cosa che comunque non ne limita il fascino e quel senso di malinconico mistero. (altro…)

(Transcending Obscurity Records) Uno dei principali difetti del brutal death è la ripetitività: capita spesso, infatti, che al di là dell’impatto iniziale, della violenza, della profondità della voce o del tasso tecnico messo in mostra dai musicisti, i brani tendano ad assomigliarsi tra loro, risultando prevedibili al punto che riuscire ad ascoltare un disco intero senza sbadigliare diventa un’impresa ardua. (altro…)