CREATVRE – “Toujours Humain”
(I, Voidhanger Records) Attivi ormai da sette anni, i francesi Creatvre (in precedenza si chiamavamo Creature), giungono al prolifico traguardo del quinto album (senza contare gli EP), cosa che li rende molto attivi… o per meglio dire molto attivo, visto che si tratta della one man band di Raphaël Fournier, anche bassista degli Slaves of Imperium. (altro…)
DEATHHAMMER – ”Crimson Dawn”

(Hells Headbangers) Giungono al sesto album i norvegesi Deathhammer, già recensiti da me in occasione del meraviglioso “Evil Power” e successivamente comparsi in queste pagine all’indomani dell’altrettanto valido “Chained To Hell”. (altro…)
JØRGEN DRETVIK – “UnderVerden”

(Apollon Records) “UnderVerden”, che significa sostanzialmente ‘gli inferi’, vuole essere un racconto concettuale sul risveglio, in cui le parti nascoste e dimenticate di noi stessi e del mondo vengono riportate in superficie, in vita. Ma come? (altro…)
SALLOW MOTH – ”Mossbane Lantern”

(I, Voidhanger Records) Immaginiamo per un attimo che, presi da una gran fame, decidiamo di andare in un ristorante per mangiare un succulento piatto di spaghetti alla carbonara; dopo pochi minuti il cameriere arriva con un piatto abbondante di spaghetti, cotti a puntino, però in bianco, con a parte della guanciale croccante, una forma di pecorino ed un paio di uova fresche. (altro…)
PANOPTICON – “Laurentian Blue”
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(Nordvis Produktion) Album che in qualche modo esiste da tempo, che ha seguito un percorso di crescita durato quattro anni. Siamo nel versante acustico in stile dark americana di Austin Lunn, il quale, come fece in occasione di “The Scars of Man on the Once Nameless Wilderness, Part 2” (2018), lascia il black metal a favore di queste sonorità intime, solitarie, malinconiche e totalmente folkloristiche. (altro…)
DER MÄRTYRER – “Der Märtyrer”

(EAL/ End All Life Productions / NoEvDia) Debutta questo progetto, questo collettivo che l’etichetta dichiara essersi formato diversi eoni or sono, scatenato da un mix crudele di droghe, privazione del sonno e una ricerca maniacale di dissonanze capaci di evocare il male, sia esso antico, moderno o pronto per corrompere il nostro destino futuro. (altro…)
IN MOURNING – “The Immortal”

(Supreme Chaos Records) Settimo disco per gli svedesi In Mourning, i quali continuano questo percorso con una line up ormai molto stabile da tanto tempo, batterista a parte, visto che la sedia dietro le pelli è stat recentemente occupata dal tedesco Cornelius Althammer (Ahab, Dead Eyed Sleeper). (altro…)
IRON SAVIOR – “Reforged – Machine World”
(Perception) Piet Sielck rinnova la tradizione Iron Savior con il sedicesimo album in carriera. Lo stile della band di Amburgo è abitualmente allocabile tra l’heavy e il power metal e vede una dose di energia e smalto, offerta con la ri-registrazione di sedici pezzi. L’album è la (altro…)
SIGNS OF THE SWARM – “To Rid Myself of Truth”

(Century Media Records / Sony Music) Lacerante il deathcore di questa band americana che giunge al sesto disco solo in un decennio di attività. Growl tetri, urla violente e scream estremi che si intrecciano, ritmiche pesantissime, profonde, quasi una costante ricerca del breakdown… o della corsa spericolata verso le porte degli inferi, come dimostra il singolo “HELLMUSTFEARME”. (altro…)
ZETRA – “Believe” (EP)

(Nuclear Blast Records) Duo synth rock che emerge dal nulla, dall’underground britannico, alimentando l’oscurità con suoni melodici, potenti, introspettivi, concettualmente tetri ma intensamente brillanti. (altro…)
SUPERNAUGHTY – “Apocalypso”
(Ripple Music) Supernaughty, band stoner livornese formata dalla sei corde solista di Filippo Del Bimbo, la batteria di Alessio Franceschi, il cantante Angelo Fagni che è anche chitarra ritmica e Luca Raffoni al basso. Quando si inaugura l’ascolto di “Apocalypso”, attraverso (altro…)
KLAUS SCHULZE – “Bon Voyage – Live Audimax Hamburg 1981”
(SPV Recordings) Klaus Schulze tenne una tournée nel novembre del 1981 attraverso sei paesi e la cui conclusione si svolse all’Audimax di Amburgo. Al tour partecipava (altro…)
SOLACE – “Further” (Reissue)

(Magnetic Eye Records) Gli americani Solace, devoti allo stoner, sono in giro da un pezzo, da quasi trent’anni. Dopo la gavetta, nel 2000 debuttarono con “Further” (MeteorCity Records), qui riproposto per celebrarne il venticinquesimo… un anniversario un po’ triste visto che il vocalist Jason (Jason G. Limpantsis) è deceduto proprio quest’anno, lo scorso gennaio, rendendo questa pubblicazione anche un tributo, tra l’altro inaspettato visto che la decisione relativa alla pubblicazione risale a prima del decesso. (altro…)
KLAUS SCHULZE – “101, Milky Way” (#memorabilia)
(SPV Recordings) Nel 2008 una compagnia di produzione tedesca di film e documentari, chiese a Klaus Schulze di creare della musica per un lavoro diretto da Alex Biedermann e intitolato “Haker”. Era un (altro…)
MOB RULES – ”Rise Of The Ruler”

(ROAR) Senza girarci troppo attorno, ritengo che con “Rise Of The Ruler” i Mob Rules abbiano partorito il miglior album della loro carriera, senza temere alcuna smentita; (altro…)
AMPHISBAENA – ”Rift”

(I, Voidhanger Records) Toh, chi si rivede… Avevo perso le tracce dei canadesi Amphisbaena all’indomani del loro EP di debutto, uscito nel 2015 e poi ristampato da Iron Bonehead a fine 2016. Da allora la formazione di Edmonton è sparita dai radar, per ripresentarsi solo ora con il primo full length, per la verità non molto più lungo in termini di durata – più o meno una mezz’ora- rispetto al EP. (altro…)
UNLEASHED – “Fire Upon Your Lands”
(Napalm Records) Forgiato con sapienza per avere il death metal melodico in una versione di agilità mista a potenza, “Fire Upon Your Lands” è un piccolo gingillo nella (altro…)
THE GREAT PROCESSION – “To Another Sun”

(autoprodotto) Atmosferici e pesanti. Estremi in forma cinica e crudele. Dalla Francia arriva con il secondo album questa formazione che fa parlare poco di se, lasciando sia la musica a svelare le carte, a spiegare, a lacerare e ferire. Un diabolico mix di urla, di growl, di elettronica, di industrial, di hardcore, di rabbia incanalata dentro gli amplificatori fino a farli scoppiare. (altro…)
MARTYR – ”Dark Believer”

(ROAR) Sono passati tre anni da “Planet Metalhead”, album che segnava il ritorno degli olandesi Martyr dopo sei anni di silenzio discografico, mettendo in mostra una band in forma smagliante ed in grado di essere al passo con i tempi e legata alla tradizione del metal classico allo stesso tempo. La formazione di Utrecht si è sempre distinta per l’alta qualità delle sue (esigue) uscite, guadagnandosi il rispetto di formazioni blasonate come Trivium, Flotsam & Jetsam, Saxon e Raven, con le quali hanno condiviso più volte i palchi di Europa e Giappone. (altro…)
CERCLE DU CHÊNE – “Récits d’Automne et de Chasse”
(Antiq Label) Cercle Du Chêne approda all’album d’esordio dopo un demo di un paio di anni fa. La Griesche, cantante, conosciuta come Joanna Maeyens, illustratrice, artista, autrice di (altro…)
BAEST – “Colossal”

(Century Media / Sony Music) I danesi Baest danno un seguito al validissimo “Necro Sapiens” uscito quattro anni fa, proponendo un album potente, sincero, diretto, sempre indiscutibilmente death metal, con un tocco diverso, portando il genere dentro una dimensione che oso definire come ‘death & roll’, cosa che offre una potenza devastante e un livello di coinvolgimento semplicemente irresistibile. (altro…)
CRIMSON COVEN – “-0- The Genesis” (EP)

(Shadow Kingdom Records) I Crimson Coven sono una entità spagnola, ancora intenzionalmente misteriosa, devota al doom epico che i padri fondatori Candlemass (quest’anno al 40° anno di attività) hanno insegnato con pazienza a tutti noi poveri mortali. (altro…)
GRAVEN – “March Of The Broken”

(Autoprodotto) È appena nato ma già ben diffuso questo progetto solista e solitario di Luca Pasini! Un black melodico, un black estremo, un black che va fuori confine, oltre le tenebre ma dentro a nebbie ancor più fitte. (altro…)
BORRACHO – “Ouroboros”
(Ripple Music) Un trio di Washington di stoner-sludge-rock & heavy, colmo di groove e di ossature robuste nelle loro composizioni. Voce al vetriolo, drumming tosto. Il muro sonoro eretto dalla cementificata unione di chitarra e basso, prevede anche (altro…)
CYTOLYSIS – “Surge Of Cruelty”
(Comatose Music) Darren Cesca di Boston, multistrumentista, cantante e al secondo album come Cytolysis, trova la Comatose a marchiarlo per la pubblicazione. “Surge Of Cruelty” rappresenta un sano e ragionato brutal death metal, con i pezzi che sembrano (altro…)
TERRORDOME – “Plagued With Violence”
(Selfmadegod Records) Una violenta colata di thrash-hardcore si riversa fuori dal nuovo album dei Terrordome. La formazione polacca in attività da oltre tre lustri, pubblica un fiammante ed energico quarto album, nel quale interpreta questa collisione (altro…)
PERCOSSA FOSSILE – “Magnitudo”
(Go Down Records) Traslando il concetto di prog verso lidi non del tutto connessi a lui stesso, come il punk e sue derivazioni, anche lo stesso rock di diverse epoche e sue derivazioni, si ottiene questo percorso musicale di un trio veneto che marchia un esordio (altro…)
BLACK MAGNET – “Megamantra”
(Federal Prisoner) Nel 2018 James Hammontree prese a lavorare a questo universo sonoro detto Black Magnet, poi diventato un trio e infine un quartetto e dunque una band a tutti gli effetti. Black Magnet è una proposta industrial che prevede assalti sonori (altro…)
MAWIZA – “ÜL”
(Season Of Mist) L’intento dei Mawiza è di riunire nel proprio suonare la cultura delle proprie origini, ovvero quella dei Mapuche, un popolo stanziato in Cile e Argentina, nella zona della Patagonia. Le (altro…)
AS DECEMBER FALLS – “Everything’s On Fire But I’m Fine”

(ADF Records) No, non si tratta dell’ennesima band gotica, oscura e legata alle tenebre. Anzi! Stiamo parlando di qualcosa che emerge dalla scena pop-punk britannica, una band che risiede nell’underground, con membri che hanno ancora un lavoro quotidiano oltre a questa creatura musicale che inizia ad impegnare con tour sempre più lunghi e coinvolgenti. (altro…)
HEBI KATANA – “Imperfection”
(Ripple Music) Lavoratori indefessi i giapponesi Hebi Katana che dal 2020, anno di fondazione, si sono dati da fare a oggi con quattro album, degli EP e diversi live album. Sono di Tokyo e il nome deriva da una filosofia del loro paese che vuole accettare la transitorietà (altro…)

(Emanzipation Productions) “Maleficium Part I”, 
