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RUPHUS – “New Born Day” (Reissue)

by on Mar.07, 2019, under ALBUM, R

(Karisma Records) Adoro questa deviazione in chiave prog della norvegese Karisma, label gemella della Dark Essence impegnata in sonorità black. Adoro anche questa ricerca storica, questa deviazione storica dell’etichetta, la quale si rivela capace di scovare e riesumare cose eccellenti ma meno note (come i brasiliani Caravela Escarlate) o lontane nel tempo… come l’album di debutto dei Ruphus. Originariamente uscito nel 1973, “New Born Day” -in linea con il titolo- suona oggi dannatamente moderno, un po’ per il fatto che già all’epoca era anni luce avanti, un po’ perché queste sonorità sono tornate interessanti, ‘di moda’, ed oggi trovano ampio spazio tra gli appassionati di un rock più impegnato, complesso, tecnico e visionario. L’album originale è considerato un masterpiece della scena prog norvegese ed i Ruphus sono un esempio della scena musicale dell’epoca, tra eccessi e avventura, tra nuovi stili di vita e radici, tra nuove idee e follia non ancora resa evento mediatico. La band fu attiva, nella prima incarnazione, tra il 1970 ed il 1981 (ci furono poi delle reunion per dei concerti negli anni 2000) e sembra essere ritornata oggi (con una Karisma intenzionata a ripubblicare tutti i dischi storici, questo è solo il primo), suonando tra l’altro a Oslo nel release day; tuttavia è quasi impossibile parlare di line up, visto e considerato che nel decennio che ha consacrato questo nome alla storia, la band -parole della label- ha avuto più membri di una squadra di calcio. Stilisticamente i Ruphus hanno coperto generi che spaziano dall’hard al prog fino al jazz rock, genere nel quale sono considerati dei maestri; ma oggi torna questo “New Born Day” il quale pur avendo quarantacinque anni suonati, suona ancora freschissimo, maledettamente prog rock, esattamente come un album dell’epoca deve assolutamente suonare, riportando a quei riferimenti generici tipici delle sonorità di King Crimson o Jethro Tull. Con due vocalist (maschile e femminile) ed una band di almeno sette musicisti, compresi flauti e organi vari, la band è probabilmente unica anche oggi tanto che il remaster nato proprio dai master originali del 1973 aggiunge altro valore ad un’opera che già di per sé si colloca ai vertici storici del genere.

(Luca Zakk) Voto: 10/10

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