(Pelagic Records) Randall Taylor è di Portland, nell’Oregon, ed è un artista di quelli moderni che uniscono arte concettuale a quella visuale. Per il suo progetto Amulets si serve di nastri analogici, effetti, scatolette tecnologiche per sprigionare suoni di un certo tipo volti a creare paesaggi sonori. Atmosfere, dunque, ampie porzioni di un mondo sonoro che avvolge l’ascoltatore, che dovrà infine percorrerlo. “Rem(a)inders” è una raccolta di materiale procrastinato: sono idee, momenti, demo, improvvisazioni e cose del genere che vengono assemblati con evidente cura. Ci sono suoni che si gonfiano, lievitano oppure si stratificano, sommandosi con grazia vaporosa. Taylor, nella forma di questa sua opera, delinea un ambient creato con elettronica, con tappeti eterei che ricordano tante situazioni – Brian Eno, Tangerine Dream, Vangelis, Klaus Schulze e così via – e con una sottile linea di elettricità ed energia che serpeggia nei brani, percepibile anche attraverso il groove. Il multistrumentista americano Patrick Shiroishi è presente mirabilmente nel brano “Coiled”, composizione che possiede un’aura artistica importante grazie all’intervento dei fiati da parte dell’ospite. Momenti oscuri, misteriosi, intensi, paradisiaci si susseguono lungo i pezzi, che sono affatto innovativi ma, come al solito in questo tipo di produzioni, ampiamente piacevoli ed evocativi.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10




