
(Massacre Records) Quinto album per i Torian, formazione tedesca attiva da quasi venticinque anni, con i primi tre album pubblicati tra il 2005 e il 2012; in seguito l’attività discografica ha subito un deciso rallentamento, con il quarto album “God Of Storms” uscito nel 2018, un lavoro che vede la band teutonica allontanarsi lievemente dal power di Helloween e Blind Guardian che caratterizzava i primi tre dischi, abbracciando sonorità sempre legate al power metal tedesco, ma più moderne, avvicinandosi molto allo stile degli Orden Ogan, complice la produzione di Seeb Levermann, cantante e tastierista appunto degli Orden Ogan. Un’affinità stilistica che si fa ancor più marcata su “The Lost Legion Rising”, un disco che fonde le melodie aggressive ed epiche del passato con sonorità più moderne e talvolta kitsch, strizzando l’occhio anche al più roccioso power americano, arrivando ai confini del thrash nella terremotante “Sons Of The Damned”, dal riffing veloce e incisivo, che si stempera in un chorus che più epico e glorioso non si può. “Iron Hammer” è un mid-tempo anthemico, dal refrain ruffiano e con tastiere a profusione, e qui la mano di Seeb Levermann è oltremodo evidente e marcata. Le note delicate e sognanti di un pianoforte aprono “Lost Legion”, brano che poi si sviluppa in un mid-tempo tanto roccioso quanto canonico, seppur gradevole. “Stand As One” è una ballad a elevato tasso di glucosio, mentre “Katharsis” è il brano di maggior durata: otto minuti che volano via tra epicità, doppia cassa, melodie celtiche e linee vocali che mi ricordano i migliori Hammerfall. La versione CD contiene anche “Devilon”, bonus track rocciosa, catchy e tamarra al punto giusto, uscita nel 2023 come singolo e ispirata, se non erro, al fumetto “Ultraman”. Con “The Lost Legion Rising” i Torian non inventano nulla, ma il loro power metal è coinvolgente, ben suonato e prodotto egregiamente, e l’album si colloca tra le migliori uscite recenti nel loro genere.
(Matteo Piotto) Voto: 8/10




