(Les Acteurs de L’Ombre) Hanno appena ripubblicato con l’etichetta il loro debutto “Euch’mau noir”, uscito originariamente nel 2024, giusto per scaldare gli animi prima del secondo capitolo, questo potente “Catabase”, il quale offre un black melodico e incalzante, in qualche modo vicino ai migliori Cradle of Filth, ma senza il trionfalismo delle tastiere; piuttosto un’impostazione teatrale e rabbiosa, sicuramente in linea con le tematiche che la band ha scelto per le sue canzoni, ovvero la storia delle miniere del nord della Francia, la loro terra di provenienza. Miniere di carbone. Altri tempi. Altre epoche. Il moniker è — o era — lo slang usato per definire i bambini mandati a lavorare in quelle cavità mortali, uno scenario perfetto per questo black a doppia voce, lo scream della figura femminile Diffamie e il growl della controparte maschile BiTiDi, impegnati in un duetto/inseguimento avvincente, spesso drammatico, costantemente rocambolesco e pregno d’ansia. Spicca quel senso epico della title track in apertura, uno strumentale posto a introduzione. Potente e aggressiva “Jeanlin”, uno dei brani che avvicinano il sound dei francesi ai sopracitati inglesi, specialmente per timbro e stile della voce estrema femminile. C’è molto black su “Bleu Noir Rouge”, irresistibile il mid tempo di “Voreux”. Ricca di sorprese, specialmente grazie a Diffamie, “Pénitent”; relativamente lenta e molto pesante “Les Montagnes Poussent Sous Terre”, con un’altra ottima performance della frontwoman. Rocambolesca “Terril”, drammatica “Saint Cordon”, suggestiva la conclusiva “Mesektet”. Il nuovo album offre undici brani, per poco più di quaranta minuti: non è un album troppo lungo, non contiene macigni di durata esagerata; “Catabase” è diretto, abusa meravigliosamente del tremolo, sa sfruttare la doppia voce con la bellezza dei testi in lingua madre, scatena ritmiche travolgenti e dà spazio a melodie superlative. Un disco che riesce a ergersi in equilibrio tra un meraviglioso metal estremo e un potente metal tradizionale, assorbendo il meglio di entrambe le correnti, mescolandole con gusto, ma lasciandole intelligentemente ben distinguibili.
(Luca Zakk) Voto: 8,5/10




