(Vendetta Records) Dopo cinque anni di silenzio, torna il black metal atmosferico dei tedeschi Wandar, torna quella potenza infernale incastonata dentro una bellezza accecante, a tratti arricchita anche da spunti di matrice folk. Le fondamenta del sound sono indubbiamente scandinave, anche se i Wandar non puntano all’immagine, all’apparenza, bensì intensificano la componente malinconica e introspettiva che la loro musica elargisce a piene mani, senza nascondere quelle caratteristiche tipicamente legate alla loro terra, ai boschi nei dintorni di Halle (Saale), nella Sassonia-Anhalt. Lacerante “Trug”, drammatica e trionfale “Visol-Bolvis”. Intermezzi quali “…Nächtlich” intensificano l’esperienza emozionale globale del disco, mentre brani come la conclusiva “Gestirne” (quasi 13 minuti di durata) trascinano dentro quelle buie foreste, dentro emozioni tetre, dentro un bellissimo senso di pace e oblio. Con una line-up che vede l’ingresso di Miriam ‘Mara’ Fuchs al basso (Gateway to Selfdestruction, Gorleben), “Tiefe Erde” offre nove brani incisivi, per un’ora intera di durata: un disco avvolgente, immersivo, spesso ipnotico. Una furia travolgente che si alterna a momenti di decadenza profonda, pregna di dolore, sempre in delicato equilibrio tra rabbia violenta e malinconia lacerante. Un disco che emana una pericolosa bellezza, trasmettendo un’energia ancestrale sempre resa instabile da una subdola inquietudine.

(Luca Zakk) Voto: 8,5/10