(Karisma Records) “Sorgens Kapittel” significa ‘Il capitolo del dolore’. Sì, perché il disco esce in occasione del 50° compleanno del vocalist e organista Stig Arve Kvam-Jørgensen, deceduto l’anno scorso, una release che piange l’amico e che ne celebra l’arte e lo stile. Dodici brani oscuri, c’è molto doom nel prog brillante della band, dodici brani cantati in norvegese, con la sua musicalità… lasciando a noi ‘mortali’ poche parole che non possono sicuramente essere confuse, come ‘satanist’, ‘pentagram’, ‘christians’, regalando un velo di tenebroso mistero all’intero lavoro, il quale non manca di suonare ironico nella contrapposizione tra tonalità tetre e divagazioni prog di una brillantezza accecante. Riff pesanti, arrangiamenti complicati, linee vocali tanto luminose quanto perverse, un’atmosfera settantiana irresistibile esaltata da quell’incredibile organo Hammond, capace di portare ogni concetto verso dimensioni diaboliche e peccaminose, anche quando brani quali “Lyset” diventano improvvisamente festosi in chiave stranamente folk. Chitarre fantasiose, linee di basso micidiali e un drumming che cresce sempre di conseguenza. In tre quarti d’ora, ancora una volta, gli Arabs in Aspic dettano legge, salgono in cattedra spiegando come si suona il rock progressivo, firmando un disco così dannatamente attraente, così diabolicamente magnetico.

(Luca Zakk) Voto: 9/10