
(Karisma Records) Dietro questo strano moniker si nasconde un quintetto di musicisti di altissimo livello, qui devoti a un prog libertino, a un post rock senza regole, a una dimensione artistico-musicale pazzesca. “A Passage to Elsewhere” – titolo geniale con un significato percettibile fin dal primo ascolto – è il loro primo full length in circa un decennio, un disco che esplora ogni percorso, ogni confine, andando oltre, spingendosi molto più in là. In passato hanno avuto una deviazione verso brani cantati, ma con questo nuovo immenso lavoro sono tornati alla purezza dello strumentale, uno strumentale che riesce a esprimersi molto più intensamente di qualsivoglia forma di canto, di testo, di voce umana. Chitarre, mandolini, sassofoni e altri fiati, tastiere, organi, batteria, percussioni, bassi seducenti, theremin ed elettronica. Musicisti che militano anche in gruppi prog norvegesi di spicco, tra questi The Chronicles Of Father Robin, Suburban Savages, Actionfredag, Tusmørke, Jordsjø, Trollfest e altri. Ambiziosi, creativi, fantasiosi. Rock, jazz, post rock, folk, sperimentale di ogni tipo. I brani sono la negazione della prevedibilità: proprio come un discorso, un racconto, un comizio… non sai mai cosa viene dopo, quale argomento il relatore possa mai affrontare, o verso il quale possa improvvisamente saltare. Otto brani indescrivibili, nei quali lasciarsi andare, trascinare, trasportare in questo stupefacente e incredibile viaggio letteralmente verso… altrove!
(Luca Zakk) Voto: 10/10




