(Xtreem Music) I Grond sono devoti al culto di Howard Phillips Lovecraft e lo celebrano da quasi venticinque anni ormai. “The Temple” è il terzo album della band moscovita e sprigiona un certo fascino grazie alla musica e al concept insito nel comparto testuale. Otto Eduard Weddigen è un eroe della Marina tedesca che si è distinto nella Prima guerra mondiale, e diventa il centro di questo nuovo incubo lovecraftiano che tocca punti angoscianti e claustrofobicamente oscuri. Proprio l’incipit dell’album è un esemplare richiamo al tema del sottomarino, del quale Weddigen era comandante. L’intro “Rotten Himmel”, infatti, gioca con l’assonanza ritmica di chitarre e batteria sulla sirena udibile nei sommergibili dell’epoca, che allertava quando il vascello si immergeva. A quel punto si apre un torbido death metal di stampo classico, ma con variazioni stilistiche e strutturali. Si avverte l’ascendenza del death metal degli Obituary, così come di trovate alla Vltimas, dei Morbid Angel della loro tarda epoca e qualcosa dei Bolt Thrower. In più, nella seconda parte dell’album c’è un abbondante inserimento di passaggi di stampo doom metal che rendono il clima ancora più fosco. I russi, in definitiva, si cimentano in una valida opera ricca di sfumature death metal. Inoltre, è apprezzabile quanto Void, unico chitarrista della band, riesca a concepire nei suoi assoli e nelle sue sortite affilate e taglienti, che squarciano i momenti più intensi dell’album. Il tutto è realizzato con una certa cura, riuscendo a suonare in maniera coerente e pulita, senza però mostrarsi troppo levigati o scontati in ogni ambito. Il gruppo mantiene inoltre quel clima di mistero tipico della narrazione di Howard Phillips Lovecraft.
(Alberto Vitale) Voto: 8,5/10




