
(Andromeda Relix) Secondo album per i vicentini Black Reflex, a distanza di cinque anni dal più che buono debutto omonimo: un lavoro in grado di coniugare la tradizione del metal più classico e spunti moderni, tra prog, thrash e improvvise sterzate oscure e malinconiche, sempre sostenute da un impressionante muro sonoro, oltre il quale si innalza la voce roca, espressiva e potente di Federica Battistini, ideale via di mezzo tra Doro Pesch e Federica ‘Sister’ De Boni. “Zero Dawn” è la naturale evoluzione del precedente album, con un sound ancor più eclettico, pur saldamente ancorato alle radici dell’heavy metal; un eclettismo apportato dai due nuovi membri, ossia il chitarrista Mirko Dorian Fabris e il bassista Bruno Collareda, quest’ultimo militante anche negli storici Betrayer. L’intero album trasuda potenza, groove e aggressività, stemperate da momenti più melodici e oscuri, con la versatile voce di Federica a fare il bello e il cattivo tempo. “I Feel The Fool” è un crescendo che parte da un semplice giro di accordi aperti e da un cantato ruvido ma melodico, per arrivare a una parte centrale monolitica, con un riff stoppato che innesca un assolo magistrale, in un brano che, per attitudine, riporta alla mente i migliori Nevermore. Decisamente più malinconica, oscura ma potente è “I’ll Be Your Home”, power ballad ricca di melodie di alta classe, ma con le chitarre che non rinunciano a graffiare. “Time To Be Mine” ci porta in territori prog, con interessanti cambi di tempo, mentre “Nobody Talk” è pura e arrogante potenza chitarristica, con linee vocali che ancora una volta spiccano per bellezza. Un ritorno in grande stile per la band veneta, a dimostrazione del fatto che il metal in Italia continua a essere vivo e in buona salute.
(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10




